CERVETERI MARINA – Torna a colpire nel buio la cosiddetta “banda delle marmitte”, risvegliando un incubo che ciclicamente svuota il portafogli degli automobilisti sul litorale a nord di Roma. Negli ultimi giorni, tra le frazioni balneari di Cerenova e Campo di Mare, nel territorio di Cerveteri, si è registrata una nuova e preoccupante ondata di raid notturni: almeno sei vetture sono state prese di mira e letteralmente cannibalizzate. Nel mirino dei malviventi finiscono gli impianti di scarico, i silenziatori e soprattutto i catalizzatori dei veicoli a benzina e ibridi, componenti ricercatissimi perché contengono metalli rari come platino, palladio e rodio, pronti a fruttare migliaia di euro sul mercato nero.
Alla beffa del furto si aggiunge spesso il danno legato all’imperizia dei ladri. Nella fretta di agire, infatti, le batterie di malviventi finiscono per scambiare le vetture totalmente elettriche per modelli ibridi: nel vano tentativo di individuare un impianto di scarico inesistente, devastano il sottoscocca dei veicoli o arrivano a tranciare i caratteristici cavi arancioni dell’alta tensione, provocando guasti da migliaia di euro. Tra le ultime vittime accertate figura il proprietario di una Fiat 500 lasciata in sosta lungo viale Fregene, a Cerenova: al mattino l’automobilista ha ritrovato il mezzo completamente inutilizzabile, privato dell’intero blocco posteriore dello scarico e del silenziatore. Sull’episodio è stata sporta formale denuncia presso la stazione dei Carabinieri di Campo di Mare, ma le speranze di recuperare i pezzi asportati restano ridotte al lumicino.
I cittadini parlano di una una vera e propria emergenza estesa a tutta la fascia costiera tra Cerveteri e Ladispoli. Dopo aver imperversato nei mesi scorsi a Valcanneto — dove erano state prese di mira soprattutto le Smart di ultima generazione — i predoni si sono ora spostati verso le località marine, approfittando delle strade semideserte e della scarsa illuminazione tipica di questo periodo dell’anno. A sconcertare i residenti è soprattutto la totale sfrontatezza della banda: per recidere di netto i tubi metallici, i ladri azionano in piena notte rumorosi frullini a batteria, incuranti del frastuono e del rischio di essere scoperti dalle finestre, spinti dagli enormi guadagni garantiti da acquirenti senza scrupoli attivi nei settori dell’elettronica e dell’odontoiatria.
Mentre sui gruppi social locali si moltiplicano le fotografie di marmitte tranciate e auto fuori uso, il Comitato civico torna a invocare contromisure urgenti: dal potenziamento della rete di videosorveglianza comunale all’invio di rinforzi per le forze dell’ordine, i cui organici attuali faticano comprensibilmente a presidiare ogni singola via. L’appello rivolto agli abitanti è quello di formalizzare sempre le denunce in caserma, così da far emergere il fenomeno anche nelle statistiche ufficiali. Nell’attesa di risposte istituzionali, chi vive a Cerenova e Campo di Mare cerca di correre ai ripari come può, tra l’installazione di costosi antifurti volumetrici e l’espediente quotidiano di parcheggiare le auto incollate ai muri di cinta per impedire ai ladri di infilarsi sotto la scocca.

