TUSCANIA – Asilo nido Toscanella. Il gruppo consiliare Tuscania delle Idee, con il capogruppo Alessandro Tizi e i consiglieri Valentina Marziali e Giulio Capati, chiede al sindaco e all’amministrazione comunale risposte immediate sulla situazione di incertezza che stanno vivendo le famiglie che hanno i propri bambini inscritti lì.La convenzione che disciplina i rapporti tra il Comune di Tuscania e l’ASP Tuscia-Sabina risulta infatti scaduta nel febbraio 2026 e non ancora formalmente rinnovata. A ciò si aggiungono i dubbi sul servizio mensa e il crescente disagio economico delle famiglie, chiamate a sostenere rette ormai molto elevate: il tempo pieno costa oggi €532 al mese.
Un servizio educativo per la prima infanzia non può essere gestito con ritardi, comunicazioni incomplete e soluzioni provvisorie. Il nido è un presidio essenziale per i bambini, per i genitori che lavorano, per le giovani coppie e per l’intera comunità. Per questo chiediamo che il Comune intervenga senza ulteriori rinvii.
Occorre anzitutto sottoscrivere rapidamente la convenzione e garantire piena continuità al servizio. Occorre poi definire con chiarezza il funzionamento della mensa e ripristinare la gratuità dei pasti per i bambini che frequentano il tempo pieno: una misura concreta, immediata e necessaria per ridurre il peso sulle famiglie.
Chiediamo inoltre uno stanziamento straordinario per abbattere le rette in modo progressivo, applicando le soglie ISEE già previste dal Regolamento comunale dell’asilo nido. Non è ragionevole che famiglie con condizioni economiche molto diverse sostengano costi sostanzialmente uguali. Le rette devono essere proporzionate alle reali possibilità economiche dei nuclei familiari, perché il diritto al nido non può dipendere dal reddito.
Parallelamente, riteniamo indispensabile aprire una discussione seria sulla realizzazione di un asilo nido comunale. Un servizio così importante non può dipendere soltanto da convenzioni temporanee e da gestioni esterne: il Comune deve tornare a programmare, investire e assumersi fino in fondo la responsabilità di garantire un servizio pubblico stabile, accessibile e di qualità.
Chiediamo infine trasparenza sulle opportunità offerte dal PNRR per i servizi della prima infanzia: quali risorse siano state richieste, quali siano state eventualmente ottenute e per quale ragione non siano state utilizzate per realizzare una struttura comunale.
«A metà ottobre le famiglie hanno diritto ad avere certezze, non promesse – dichiara il capogruppo Alessandro Tizi – Chiediamo atti concreti: una convenzione firmata, una mensa garantita, pasti gratuiti per il tempo pieno e rette calibrate sull’ISEE. Con €532 al mese, il nido rischia di diventare un servizio fuori dalla portata di molte giovani coppie, proprio mentre Tuscania dovrebbe sostenere chi decide di costruire qui il proprio futuro».
«Sostenere le famiglie non è uno slogan: significa ridurre le disuguaglianze, aiutare chi lavora, favorire le nascite e rendere la nostra comunità più giusta e più forte. Il Comune smetta di rincorrere le emergenze e scelga finalmente una politica stabile per l’infanzia. Il nido deve essere una priorità pubblica, non un problema lasciato sulle spalle delle famiglie».

