Guerriglia a Milano, ai domiciliari uno dei maggiorenni arrestati per scontri e altri quattro in carcere: “Rischio altissimo che accada di nuovo”
ultimora
20 Ottobre 2026
Guerriglia a Milano, ai domiciliari uno dei maggiorenni arrestati per scontri e altri quattro in carcere: “Rischio altissimo che accada di nuovo”

(Adnkronos) – Il giudice per le indagini preliminari di Milano Fabrizio Filice ha deciso sulle prime convalide per i maggiorenni arrestati per gli scontri avvenuti sabato scorso in piazza Duomo: uno va ai domiciliari con braccialetto elettronico, altri quattro restano in carcere di San Vittore. Sono accusati a vario titolo di devastazione e saccheggi e resistenza pluriaggravata. Il ragazzo ai domiciliari deve rispondere solo di resistenza pluriaggravata.

Per quanto “siano molto giovani e all’udienza di convalida siano comprensibilmente apparsi spaesati e spaventati, nel momento in cui si sono invece trovati al centro di un’azione di cui non possono non aver apprezzato il carattere profondamente violento, devastatore e depredatorio, non vi si sono sottratti ma, al contrario, presi dall’euforia di poter entrare in un negozio e impossessarsi di scarpe e vestiti senza pagarli, hanno agito in piena concordanza con gli altri manifestanti”. E’ uno dei passaggi con cui il gip di Milano Fabrizio Filice ha convalidato l’arresto e disposto il carcere per due ragazzi protagonisti dei saccheggi di sabato scorso a Milano. Per il giudice l’organizzazione delle proteste “non sembra ruotare intorno a una specifica istanza sociale”, ma sembra perseguire “il deliberato scopo di dare sfogo a una violenza indiscriminata e incontrollata”.

Ancora: “E’ evidente, dal proseguire del battage via social per convocare altre proteste nei prossimi fine settimana, che è in atto un preciso progetto di destabilizzazione dell’ordine pubblico, che conta proprio sulla spontanea partecipazione di molti giovani che, trovandosi in quella situazione di sfogo collettivo di rabbia e violenza, perdono completamente il controllo dei propri impulsi e diventano a propria volta attori violenti e antisociali, agendo in totale contrasto con i valori della nostra Costituzione che, al contrario, delinea un assetto sociale e istituzionale imperniato sul ripudio della violenza e sulla libera dialettica degli attori politici secondo il metodo democratico”, sostiene il gip di Milano Fabrizio Filice, secondo cui “il rischio che ciò possa accadere di nuovo nel breve termine è altissimo, bastando considerare che il giorno successivo ai fatti, domenica 18 ottobre, si è creata una situazione analoga e che già dal giorno successivo si sono diffuse nuove convocazioni via social (dagli account Italia in piazza e Movimento 17 ottobre, sui quali, pure, sono in corso indagini) con le quali si invitano i giovani ‘permanente’ la mobilitazione e a mantenere un profilo decisamente violento e insurrezionale”.

In un altro passaggio dell’ordinanza, si legge che “su quanto ci fosse di programmato in tale degenerazione sin dalla convocazione via social della protesta, e su se vi fosse una regia organizzativa dietro gli eventi, sono in corso indagini. E’ importante notare come la ‘creazione’ di una situazione quale quella occorsa sabato 17 e domenica 18 ottobre, funga proprio da ‘detonatore esponenziale della violenza’”, una tentazione che impone come unica misura – a dire del giudice – il carcere, non essendo l’indagato capace di auto-contenersi di fronte ai propri istinti violenti.

La decisione arriva a pochi minuti dal Consiglio dei Ministri: all’ordine del giorno ci dovrebbe essere un decreto legge con nuove misure per fermare violenze, devastazioni e illegalità nelle città dopo i disordini degli ultimi giorni da una parte all’altra del Paese.

Intanto, l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, ha condannato “tutti gli atti di violenza” verificatisi negli ultimi giorni durante le manifestazioni in diversi Paesi europei, esortando le parti coinvolte ad “allentare le tensioni” ed evitare ulteriori scontri.

“Le manifestazioni di vasta portata in corso in Albania, Belgio, Francia, Italia e Portogallo sollevano preoccupazioni in materia di diritti umani. Condanno tutti gli atti di violenza e invito tutte le parti coinvolte ad allentare le tensioni e a prevenire ulteriori violenze”, ha dichiarato Turk in un comunicato.