ROMA – Stavolta nulla poteva andare storto. Stavolta la Roma non poteva sbagliare e non ha sbagliato. Stavolta la Roma stappa definitivamente la sua Champions League, demolendo in grande stile il piccolo Slovan Bratislava. 4-0 all’Olimpico, nella banda corale del Gasp c’è spazio per tutti: sblocca infatti Hermoso e raddoppia Molina, chiude pensate Pisilli, poi solito Malen. Un’orchestra in cui ognuno suona, si diverte e partecipa. Ognuno mette settimana dopo settimana il suo timbro, qualcosa di fantastico che il popolo romanista apprezza, applaude ed incensa.
Nella notte delle italiane sorride finalmente anche il Napoli di Max Allegri. Che probabilmente di fronte trovava uno degli avversari peggiori, quel Bodo realtà assoluta, mai domo, fastidioso in pressing a venirti a prendere alto e palleggiante in fronte senza fronzoli o pressione. E proprio così che i norvegesi erano riusciti a recuperar gli azzurri, ma alla fine determinazione più identita ma soprattutto McTominay spirano vento azzurro: clamoroso 4-3 al Maradona, Politano e doppio Scott, Allegri scalcia la crisi e avvia la sua Champions League.
Tra gli altri risultati, in una notte di poker e spettacolo, i riflettori spiccano a Parco Dei Principi e non sarebbe potuto esser altrimenti. Perché PSG – Barcellona, due nobili che s’abbracciano e che si stimano, non poteva deludere. La partita di cartello, livelli galattici, come quel PSG-Bayern di maggio scorso. Qualcosa di senza senso, soprattutto il finale: Yamal sembra riacciuffarla, ma Vitinha e Fabian spiegano al mondo perché i transalpini restino due volte campioni d’Europa: 4-2.
4-3 invece, pirotecnico e spagnoleggiante, tra Liverpool e Villarreal: rimontona dei Reds, può decollare il progetto Iraola. Pokerissimo invece per Maresca, che rispetta i pronostici ed all’Etihad demolisce l’AEK Atene: manita Manchester City, bentornato Foden, tripletta come ai suoi vecchi e splendenti grandi livelli. Colpo di misura del PSV in casa del Porto, 1-1 tra Stoccarda ed Atletico Madrid.

