“Oltre l’abbandono”, Celleno Vecchio si racconta: un libro celebra la rinascita del borgo antico
Cultura e Spettacoli
23 Ottobre 2026
“Oltre l’abbandono”, Celleno Vecchio si racconta: un libro celebra la rinascita del borgo antico
Sabato 24 ottobre 2026, a partire dalle ore 10:30, la Sala conferenze dell'ex Convento di San Giovanni Battista ospiterà la presentazione ufficiale

CELLENO – Il borgo fantasma traccia la strada per il suo futuro e si svela in un’opera editoriale di grande spessore. Sabato 24 ottobre 2026, a partire dalle ore 10:30, la Sala conferenze dell’ex Convento di San Giovanni Battista ospiterà la presentazione ufficiale del libro “Oltre l’abbandono. Cronache di una rinascita per Celleno vecchio”. Il volume, curato da Massimo Fordini Sonni e pubblicato dalla casa editrice LetteraVentidue, accende i riflettori sul complesso e affascinante processo di recupero di uno dei gioielli architettonici più iconici della Tuscia.

A fare gli onori di casa in apertura dei lavori sarà il sindaco di Celleno, Luca Beraldo, che ha lanciato un forte appello alla partecipazione. «Un’importante occasione per ripercorrere la storia del nostro Borgo, riscoprirne la memoria e raccontare il percorso di rinascita e valorizzazione di Celleno vecchio — ha dichiarato il primo cittadino —. Un appuntamento da non perdere!».

A dialogare con il curatore, sotto la moderazione di Andrea Felici, ci saranno ospiti di primissimo piano nel campo della tutela del patrimonio: Margherita Eichberg, vertice della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, e Alfonso Giancotti, docente di Progettazione architettonica e urbana presso la Facoltà di Architettura della Sapienza di Roma.

L’opera oggetto dell’incontro non è una semplice celebrazione nostalgica, ma un vero e proprio strumento scientifico diviso in tre sezioni. La parte centrale raccoglie le idee e le proposte concrete scaturite dal “Laboratorio Celleno”, arricchendo il dibattito con i saggi di esperti del settore (Alfredo Giacomini, Fernanda Speciale, Giorgio Saraconi) e con le tesi di laurea prodotte dai principali atenei italiani, tra cui Sapienza, Roma Tre, Università di Firenze e Politecnico di Milano. A firmare questi ambiziosi progetti sono giovani architetti — Porco, Villanucci, Moneta, Moscini, Carlomagno, Silvestrini e Vailati Facchini — che propongono soluzioni urbanistiche reali: dal recupero del Versante Nord al delicato trattamento dei volumi crollati.

A chiudere il volume è una rigorosa sezione documentale, concepita come una vera e propria mappa per la programmazione futura. Al suo interno trovano spazio la cronologia completa delle opere pubbliche, l’elenco dei sindaci dal dopoguerra a oggi, le fonti d’archivio e un’esaustiva bibliografia.

L’evento di sabato, forte del patrocinio di istituzioni come il Ministero della Cultura, la Regione Lazio e l’Ordine degli Architetti di Viterbo, sancisce un punto di svolta per il territorio. Celleno Vecchio non è più soltanto una pittoresca meta per turisti in cerca di scorci suggestivi, ma è diventato a tutti gli effetti un caso di studio nazionale. La dimostrazione lampante che quando la tutela incontra la pianificazione contemporanea, l’abbandono non rappresenta la fine della storia, ma soltanto l’inizio di una nuova vita.