CIVITAVECCHIA – Salta l’assemblea sindacale prevista per il 23 ottobre, dalle 13 alle 15, all’interno della Rsa Bellosguardo, già al centro delle polemiche dopo la revoca dell’accreditamento da parte della Regione Lazio.
A denunciarlo è la Cisl Fp attraverso il responsabile Maurizio Tarullo, che chiede ora alle istituzioni cittadine di mettere a disposizione uno spazio neutro per consentire ai dipendenti di riunirsi e confrontarsi sulla situazione della struttura.
“Nonostante due richieste eseguite con il dovuto preavviso, come previsto dal Ccnl applicato, nessuna disponibilità di uno spazio ci è stata concessa e comunicata”, afferma Tarullo, richiamando i principi di democrazia e libertà di associazione nei luoghi di lavoro.
Nel comunicato, il sindacato segnala anche un clima di forte pressione tra i dipendenti.
Secondo quanto riferito dalla Cisl Fp, ai lavoratori sarebbe stato chiesto di firmare fogli presenze intestati a un diverso soggetto datoriale e, in precedenti occasioni, anche documenti in bianco, privi di indicazioni sul mittente e sul contenuto.
Si tratta di circostanze denunciate dall’organizzazione sindacale, che chiede chiarezza sulle procedure adottate.
Tarullo richiama inoltre le condizioni di lavoro affrontate negli anni dal personale, con particolare riferimento alle carenze di organico e ai turni definiti «massacranti».
Una situazione che, secondo il sindacato, rischia di aggravare le conseguenze della crisi della struttura e di aumentare le incertezze per i lavoratori.
Da qui la richiesta rivolta alle istituzioni di Civitavecchia affinché venga individuato un luogo in cui svolgere l’assemblea in condizioni di autonomia e libertà.
“Chiediamo alle istituzioni di Civitavecchia di mettere a disposizione uno spazio neutro in cui poter svolgere liberamente un’assemblea sindacale”, dichiara Tarullo, invitando cittadini e associazioni a partecipare per testimoniare la situazione vissuta dal personale della Rsa.
La vicenda riguarda anche il futuro dell’assistenza sul territorio. La revoca dell’accreditamento, sottolinea la Cisl Fp, mette a rischio la disponibilità di 58 posti letto destinati a persone non autosufficienti. Per il sindacato, la questione coinvolge quindi non soltanto le prospettive occupazionali dei dipendenti, ma anche le esigenze assistenziali della comunità di Civitavecchia.


