TOKYO (GIAPPONE) – Un Japan Open totalmente in tinta unita col resto dell’anno. Un Japan Open che termina esattamente come tante altre manifestazioni in cui quella per anni considerata fiore all’occhiello del tennis tricolore femminile abbia partecipato: fuori subito.
Per Jasmine Paolini tempi duri, anzi durissimi. Che ormai decantiamo e descriviamo da mesi. Anche a Tokyo niente da fare: ancora una volta l’ombra di sé stessa, stavolta fuori direttamente ai sedicesimi. Eliminazione per mano di Osaka, padrona di casa ma avversario che negli anni del suo prime Jasmine si sarebbe divorata. Invece è uscita in due set, rincorrendo sì al tie-break e provando a reagire nel secondo, ma nel primo un’autentica Caporetto, l’ennesima, un 6-3 con ben tre set-point sprecati e gettati alle ortiche.
Una ragazza che per anni ha fatto sognare. Un 2024 ed un 2025 prima alle luci della ribalta, quindi alla consacrazione. Per anni stabilmente in Top Ten, oggigiorno addirittura fuori dalla Top 30. Incredibile ma vero. In un anno letteralmente horribilis: come a Ningbo, come in Cina, come in America, come tutta la primavera. Un percorso, una spirale partita dagli Australian Open di gennaio da cui tecnicamente Paolini non s’è più ripresa. Ed adesso colleziona un’altra, ennesima, bruciante eliminazione al primo turno. Incredibile ma vero, se consideriamo la repentinità dell’involuzione.

