CIVITAVECCHIA – Una vera e propria razzia notturna ha scosso la zona industriale di Civitavecchia. Approfittando dell’isolamento, del buio e dei limitati controlli nell’area, una banda di malviventi ha preso di mira ben cinque capannoni nel corso della notte. I ladri hanno agito quasi del tutto indisturbati, riuscendo a forzare gli ingressi di diverse strutture per poi darsi alla fuga con un bottino composto da attrezzature e denaro contante.
La brutta sorpresa per le attività colpite è arrivata soltanto alle prime luci dell’alba, quando titolari e dipendenti si sono recati al lavoro per l’apertura, ritrovandosi di fronte agli ammanchi e ai danni. L’episodio aggrava un clima di forte preoccupazione tra gli imprenditori, riaccendendo l’allarme sicurezza nel polo produttivo già pesantemente colpito la scorsa settimana da un altro furto ai danni di un’azienda locale.
Tuttavia, il “tour” criminale della banda non è andato a segno ovunque. Intorno all’una e mezza, i malviventi hanno infatti tentato l’assalto anche al deposito di un’azienda specializzata in materiale elettrico, optando per la tecnica della “banda del buco”. L’obiettivo era forare la parete posteriore per garantirsi un accesso diretto al magazzino. A mandare in fumo i loro piani è stato un innovativo sistema di foto-verifica: non appena rilevato il movimento sospetto, l’impianto ha scattato e inviato immediatamente una sequenza di immagini allo smartphone del proprietario e alla centrale dell’istituto di vigilanza privata.
Il tempestivo scatto dell’allarme ha fatto convergere in pochi minuti sul posto le pattuglie dei vigilanti e le forze dell’ordine. Sentendosi braccati prima ancora di poter completare la breccia nel muro, i ladri sono stati costretti a una fuga precipitosa a mani vuote, lasciando dietro di sé esclusivamente i danni strutturali alla parete.
Sull’intera ondata di furti stanno ora indagando le forze dell’ordine, al lavoro per quantificare il bottino complessivo sottratto alle varie ditte e per ricostruire l’esatta dinamica della nottata. Al vaglio degli investigatori ci sono le immagini delle telecamere di videosorveglianza sparse per la zona industriale, che potrebbero aver immortalato i veicoli in fuga o fornire dettagli decisivi per dare un volto ai componenti della banda.

