FROSINONE – Il Frosinone continua a volare, in maniera sfavillante. Quattro gol al Sassuolo, altri quattro all’Atalanta di Sarri a Bergamo, addirittura cinque e manita al piccolo Lecce dell’ex Difra, letteralmente smantellato e demolito allo Stirpe. Un Luna Park, ormai, ogni qualvolta scende in scena l’Alvini Band, la banda giallazzurra.
Che vive le ore, i giorni e le settimane più prestigiose e per l’appunto straordinarie della sua storia: mai a livelli come questi. Orbite galattiche, senza voltarsi indietro, senza soffrir di vertigini. Entra in campo, esprime, gioca, diverte e si diverte, vince e convince. E scrive storia. Perché scrive record.
Il primo record a livello di club. Nei campionati a 20 squadre, nessuna neopromossa era mai partita così forte. Sesto posto davanti a Napoli e Juventus pensate, sì, ma con 17 punti in 9 giornate; solo il Chievo dei miracoli 2001/2002 era partito ancor più forte, ma all’epoca si parlava ancora della vecchia Serie A a 18 squadre.
Se vola la squadra, per quel collettivo che per maestro Alvini resta sempre l’aspetto più importante, alla fine le conseguenze vertono altresì sui numeri dei singoli. Il re delle statistiche giallazzurre è senza dubbio bomber Raimondo, il pistolero, un altro che sta scrivendo storia: capocannoniere in Serie A, già otto centri in nove partite, diventa il più giovane debuttante ad aver segnato così tanto in avvio di stagione degli ultimi 50 anni. Per trovar precedenti occorre tornar al 1977: all’epoca vicentina spirava un predestinato, Pablito Rossi.


