L’abbraccio di Montefiascone al “suo” sergente: rientrata in Italia la salma di Claudio Marchesi. In arrivo il lutto cittadino
Cronaca
2 Novembre 2026
L’abbraccio di Montefiascone al “suo” sergente: rientrata in Italia la salma di Claudio Marchesi. In arrivo il lutto cittadino
Dal 2023 abitava nella frazione di Zepponami insieme alla sua giovane moglie. Aveva trovato casa sul colle falisco per essere a un passo dal Comando Aviazione dell'Esercito di Viterbo, dove prestava servizio

MONTEFIASCONE – Il cielo sopra la Bosnia ha preteso un tributo altissimo, e l’onda d’urto di quella tragedia ha colpito duramente anche il nostro territorio. È rientrata in Italia la salma del sergente Claudio Marchesi, 35 anni, una delle quattro vittime del drammatico schianto dell’elicottero militare avvenuto nel pomeriggio di giovedì 29 ottobre nella località di Gorice, nei pressi di Brčko.

Il dolore si fa ancora più acuto ripercorrendo le ore immediatamente precedenti al dramma. Claudio era partito solo il giorno prima, mercoledì 28 ottobre, con il suo consueto sorriso da bravo ragazzo e l’orgoglio per quella divisa che amava. Il CH-47 Chinook del 1° Reggimento “Antares” era decollato dall’aeroporto Fabbri di Viterbo e, dopo una tappa a Pratica di Mare, aveva raggiunto il teatro operativo in Bosnia-Erzegovina per la missione internazionale Eufor Althea. Poi, l’improvviso schianto su cui ora stanno indagando congiuntamente la Procura di Roma e la Procura Militare, con l’ipotesi di una fatale avaria tecnica.

Le radici del sergente Marchesi affondavano nell’Orvietano. Era cresciuto ad Allerona, dove insieme ai fratelli aveva frequentato le scuole elementari e medie, prima che la famiglia si trasferisse nella frazione orvietana di Canale nel 2013. Da tre anni, però, Claudio aveva scelto di legare la sua vita a Montefiascone. Dal 2023 abitava nella frazione di Zepponami insieme alla sua giovane moglie. Aveva trovato casa sul colle falisco per essere a un passo dal Comando Aviazione dell’Esercito di Viterbo, dove prestava servizio.

All’interno del Reggimento, Claudio era considerato uno specialista manutentore di aeromobili militari di altissima preparazione e grande professionalità. Per la natura del suo delicato ruolo tecnico, era sempre l’ultimo a salire a bordo dei velivoli: un dettaglio operativo che ben descriveva una passione per il volo che lo accompagnava da sempre. Chi lo incrociava nella sua vita quotidiana a Zepponami ricorda un giovane dinamico e vitale, che sui social amava descriversi così: “Da quando ho cominciato a camminare mi piace correre”.

Insieme a lui, l’Italia piange il sergente Simone Ruggia, il tenente medico Franco Adriano Zecchillo e la sergente infermiera Laura Procacci. Ora che l’angosciante attesa per il rientro in patria delle salme è terminata, le comunità si preparano al momento dell’addio. Per la giornata di domani, in concomitanza con i funerali, la sindaca di Montefiascone si sta adoperando per proclamare il lutto cittadino. Un atto doveroso con cui l’intera città si stringerà in un silenzioso e rispettoso abbraccio alla giovane moglie, ai genitori e ai fratelli di Claudio, onorando la memoria di un ragazzo arrivato a Montefiascone per inseguire il cielo, e volato via troppo presto.