LISBONA (PORTOGALLO) – Era nell’aria da giorni, se non settimane. O forse no. Forse, dopo una Federazione a porte aperte, aspettava una contromossa del commissario tecnico, Jorge Jesus, con cui discusse e litigò, figura che si rivelò decisiva per la spaccatura roboante e mediatica del mese scorso, tra lui e la nazionale portoghese.
Alla fine, la contromossa d’apertura del CT non sarebbe mai arrivata. Ecco perché c’ha pensato egli stesso, il protagonista per eccellenza, a chiudere la sua stessa storia col Portogallo. Cristiano Ronaldo ha deciso, ha tagliato lui la testa al toro, ha detto basta: ufficiale, si ritira dal calcio internazionale e dalla nazionale lusitana.
“Ai portoghesi, è arrivato il giorno di restituire la maglia numero 7 della nazionale di tutti noi – aprirà così in video social – Non l’ho mai sentita come esclusivamente mia. Ma per 23 anni ho avuto il privilegio e la responsabilità di indossarla. Di difenderla e di portarla con me negli stadi di tutto il mondo. Oggi è arrivato il momento di consegnarla al futuro. Non è stata una decisione facile. Perché ci sono decisioni che non si prendono solo con la testa. Si prendono anche con il cuore. Concludo un cammino iniziato nell’agosto del 2003 e che ha cambiato la mia vita per sempre”.
Si ritira chi in nazionale ha fatto parlare i maggiori numeri, le maggiori statistiche. Mai nessuno come lui. 234 presenze per 146 gol. 23 anni di militanza, dal 2003 al 2026. Oltre due decenni, mostro pluri-generazionale, cinque volte Pallone d’Oro. Ha condotto la nazionale al primo storico titolo, l’Europeo del 2016; più due Nations League, l’ultima delle quali nel 2025.
Nell’anno di Messi, saluta la propria patria pure lui. Nessuno forse avrebbe mai desiderato questa maniera, per questo la stessa Federazione oltre ad esprimere profonda gratitudine (ma forse accettando e brindando alla decisione di Cristiano, s’è tolta una bella gatta da pelare..) annuncia già d’esser pronta a prodigarsi per organizzare una vera e propria partita e festa d’addio, dove chissà possa scendere in campo assieme al figlio.

