NAPOLI – Un pari che alla fine nutre sapor più dolce chiaramente in ottica biancoceleste. Lazio che ok, non avrà sbancato pure il Maradona, ma per larghi tratti ha fatto voce grossa, ha fatto veder quella d’esser più in salute, resta imbattuta e soprattutto mantiene alla sosta di novembre la testa assoluta della classifica in solitaria. Chi l’avrebbe mai detto pochi mesi fa?
Lazio tra l’altro che ha chiuso il primo tempo avanti, premiata dal solito inserimento al bacio di Frattesi. Diverse le assenze pesanti, con capitan Zaccagni rimasto a Roma lo stesso Tavares resta all’intervallo negli spogliatoi: autogol Pedraza a ristabilir quella parità che ad inizio ripresa riconsegna inerzia al Napoli, ma Mandas e la Lazio reggono. Digeriscono le fiammate partenopee che durano non più di un quarto d’ora e nel finale amministrano, gestiscono, fanno i padroni di casa. Diverse occasioni potenziali, ma finisce 1-1: un punto a testa, per motivi spiegati sicuramente meglio in chiave Lazio.
In chiave Napoli l’aria che si respira è quella di tre anni fa. Dell’anno di Garcia, Mazzarri e Calzona. Maradona spento, in balia del suo destino, squadra a fine ciclo. Ben poca fiducia ad Allegri e piena contestazione. Max che predicherà ancora calma nel post gara, sottolineando come comunque il Napoli resti in corsa per ogni traguardo. Non si possono escludere ribaltoni, però: anzi, gli azzurri possono chiudere stasera nell’altra desolante metà della classifica.

