Quando si presenterà alle 10.30 al via di via Venti Settembre, Roberto Petito avrà un solo pensiero nella mente: mettere le mani su quella maglia tricolore che nel ’99 Commesso gli soffiò di un nulla. Ai Campionati Italiani di ciclismo, il civitavecchiese ha sempre brillato, ma non ha mai vinto e la voglia di farlo è fortissima. Domani a Genova servirà però un’impresa, o meglio che la gara abbia risvolti che possano esaltare le doti del corridore della Liquigas. Gli ordini di scuderia saranno quelli di lavorare per Gasparotto, Nibali e Pozzato, ma con la libertà di poter tentare iniziative personali. Falcidiato da sfortuna e infortuni, ha fin qui corso meno del previsto e non è ancora al top, ma gare come la prova tricolore possono esaltare il suo coraggio e permettergli di mettere in campo la sua esperienza e quella sagacia tattica, che hanno fatto già di lui il regista della Nazionale con speranze di poter rivestire anche quest’anno la maglia azzurra. In tal senso far bene nell’ultimo appuntamento della Settimana tricolore potrebbe diventare un’arma a suo favore. Logiche di squadra e condizione non sono i suoi alleati, ma i 260km potrebbero diventarli: dopo la sfilata nel centro genovese, si corre per un centinaio di chilometri nell’entroterra per poi ritornare in città in un circuito di 15km da ripetere 10 volte affrontando curve difficili, correndo con temperature infuocate e su una media, che secondo le stime degli organizzatori, dovrebbe oscillare tra i 38 ed i 42km/h. Dopo aver pedalato, sudato e sofferto per sei ore Roberto conoscerà il suo destino con tanti civitavecchiesi incollati alla tv per fare il tifo per lui, spingendolo verso quella maglia tricolore, che non cambia certo la vita, ma potrebbe essere il premio dopo una carriera da professionista esemplare.
Sport
22 Aprile 2013
Petito all'assalto del tricolore


