Amministrazione
22 Aprile 2013
San Liborio, doppio colpo dell'Amministrazione

Quindici nuovi appartamenti finiti (cioè completi di allacci ai servizi essenziali) da 50 metri quadrati ciascuno, che saranno utilizzati per alleviare il dramma dell’emergenza abitativa, ma che al Pincio non costeranno nulla.
È questo l’ultimo risultato messo a segno dal sindaco Moscherini in sede di chiusura dell’accordo per la lottizzazione di San Liborio. Un piano varato nel lontano 1999, poi ripreso nel 2003 e chiuso solo oggi, dopo quasi otto anni. «Tempi esagerati per iniziative di questa importanza – ha sottolineato Moscherini – e che devono spingere la macchina Comunale a fare di tutto per tagliare i tempi della burocrazia». La firma ufficiale in calce all’accordo arriverà solo il prossimo 14 settembre, data dalla quale saranno avviati i lavori (che nei programmi dovrebbero durare circa un anno) per la realizzazione di circa 150 mila metri cubi di alloggi, una parte dei quali sono stati appunto letteralmente donati al Pincio su richiesta del sindaco. «Un risultato stupefacente – ha anche sottolineato il dirigente dell’Urbanistica Roberto Guratti – anche perché raggiunto ad accordo praticamente già chiuso, quando cioè le imprese non erano affatto tenute a dare nulla al Pincio».
Ma questo, secondo Moscherini non è che l’inizio di una nuova era per l’edilizia, che segna l’arrivo anche in città della cosiddetta ‘‘urbanistica partecipata’’, nella quale cioè le imprese alle quali viene concesso di costruire, si impegnano a contribuire alla risoluzione dei problemi della città. In questo caso, peraltro, proprio le società impegnate nella lottizzazione, hanno poi concesso al Comune ulteriori spazi per complessivi mille metri, a titolo di opere di urbanizzazione secondaria (che di solito non vengono realizzate se non dopo anni), che saranno utilizzati per un asilo nido, un centro anziani (con il relativo progetto di coinvolgere gli anziani proprio nella gestione della struttura scolastica) e la sede circoscrizionale. Risolto inoltre, come ha spiegato lo stesso Moscherini, un contenzioso tra una delle imprese e il Pincio, per oltre un milione e 600 mila euro. «Ho semplicemente detto che non posso fare accordi con chi ha cause in piedi con il Comune» e tanto è bastato evidentemente per convincere la ditta a desitere.
Moscherini ha infine annunciato una riforma dell’Ufficio Case e la nascita di una commissione ad hoc che valuti le richieste, che ad oggi sono oltre 200, 90 delle quali urgenti.