CIVITAVECCHIA – C’è preoccupazione e rabbia tra i lavoratori e le lavoratrici Aec (assistenti educatori culturali) della municipalizzata Ippocrate. Questa mattina alla Pucci l’assemblea convocata da Cgil Fp, Uil Tucs, Usb Pi: dichiarato lo stato di agitazione, perché i problemi sono tanti e non sono ancora stati risolti, nonostante più volti portati all’attenzione dell’amministrazione.
“Chiediamo incontri e riunioni – ha spiegato Eros Morici della Cgil Fp – ma non si vedono fatti. Ci hanno costretto a proclamare lo stato di agitazione, perché l’amministrazione comunale è assente”.
Le ore diminuiscono, i bambini da assistere aumentano, le garanzie sono carenti, i fondi pochi e gli stipendi bassi; eppure si tratta di un servizio fondamentale ed importante, specialmente per le famiglie. “Oggi assistiamo ad un ulteriore taglio di ore – ha aggiunto Stefano Rosignoli della Uil Tusc – che va a penalizzare ancora di più i lavoratori. La remunerazione è bassa, sospesa tra l’altro per tre mesi per il periodo estivo. Due anni fa è stato possibile, con i risparmi di Ippocrate, dare vita ai centri estivi, quest’anno invece tagliati”.
E così i lavoratori e le lavoratrici sono pronti ad alzare la voce: si riuniranno per una nuova assemblea, probabilmente fuori palazzo del Pincio, il 30 novembre prossimo.
“L’assemblea è andata benissimo – ha commentato soddisfatto Flavio Zeppa dell’Usb, considerata l’ampia partecipazione di lavoratori – è stato ribadito il concetto dello stato di agitazione per andare verso forme di lotta più aspre: questa amministrazione non concede spazi, anzi li toglie, specialmente dove ci sono stipendi meno onerosi e dove c’è più bisogno di lavoro. E questo produce solo continui disservizi. È arrivato il momento di dire basta, alzando un muro nei confronti di questa amministrazione comunale”.


