Istituto Ettore Sacconi Tarquinia: pronti, coding…via
Scuola e Università
9 Ottobre 2018
Istituto Ettore Sacconi Tarquinia: pronti, coding…via

TARQUINIA –  L’Istituto Ettore Sacconi sempre più innovativo e al passo con i tempi in tema di didattica.
E’ partita ieri la prima Campagna di alfabetizzazione al coding di questo nuovo anno scolastico. La CodeWeek 2018  prevista in due le settimane, dal 06 al 21 ottobre, prevede l’organizzazione e la realizzazione di eventi e attività. (agg. 07/10 ore 8.47) segue

LA CAMPAGNA EDUCATIVA. Anche quest’anno l’Istituto comprensivo Ettore Sacconi di Tarquinia, in linea con le indicazioni della Commissione europea, che incoraggiano l’adozione di approcci innovativi, partecipa a questa campagna educativa avendo come obiettivi primari la diffusione del pensiero computazionale e il coinvolgimento crescente di insegnanti e studenti. 
«Il nostro Istituto – spiegano  Antonella Rosati, leading teacher e Dilva Boem, preside della scuola –  rientra tra le 800 scuole d’Italia che hanno ricevuto, negli ultimi due anni, il certificato di eccellenza della Commissione Europea per la coding literacy, per aver coinvolto oltre il 50% dei propri studenti ed aver dimostrato sensibilità a sperimentare le innovazioni metodologiche». (agg. 07/10 ore 9.20)

IL PROGETTO. Il progetto è partito due anni fa nella scuola primaria di Tarquinia, sotto la referenza proprio  dell’insegnante Antonella Rosati, ed è cresciuto di anno in anno arrivando a coinvolgere oggi anche le sezioni di scuola dell’infanzia e le classi della scuola secondaria di I grado, con oltre 49 attività di programmazione unplugged e tecnologica applicata alle discipline, pianificate nelle settimane dal 06 al 21 ottobre 2018 ed approvate dalla Commissione Europea. 
«Imparare a programmare aiuta i bambini e i ragazzi a dare un senso al mondo che cambia rapidamente, – afferma la maestra Rosati – ad ampliare le proprie competenze tecnologiche e sviluppare abilità e capacità al fine di esplorare nuove idee in maniera creativa e divertente».  
«L’impatto del coding nelle classi è travolgente -, spiega la referente Antonella Rosati -, poiché grazie alla sua componente ludica, i fruitori si trasformano da soggetti passivi che ricevono informazioni a utenti attivi che risolvono problemi, prendono decisioni e compiono azioni che, indirettamente, veicolano temi specifici. Il coding diventa, così, un vettore di contenuti in grado di valorizzare la dimensione sociale dell’apprendimento, creando una metacognizione implicitamente legata al debugging e alla correzione degli errori». 
«In un anno tutt’altro che semplice per il nostro Istituto – aggiunge la dirigente scolastica, professoressa Dilva Boem – e nonostante le criticità legate alla particolare situazione di ristrutturazione edilizia di un intero plesso, che sacrifica molti spazi prima liberamente fruibili, noi continuiamo a “fare” e siamo sempre pronti a dare vita alle idee grazie all’impegno, alla dedizione e alla passione che insegnanti, collaboratori e tutto il personale scolastico mettono nella propria opera quotidiana». (agg. 07/10 ore 10)