LEICESTER – Sono ore calcisticamente drammatiche oltre che chiaramente traumatiche in casa Leicester City. Lo storico club delle Midlands che nel 2016 scrisse la favola più sorprendente del calcio moderno e probabilmente la più romantica quando condottiero Ranieri trainava la banda Vardy e Mahrez alla conquista della Premier più incredibile di sempre nell’NBA del più forti, stanotte è ufficialmente retrocesso.. in League One.
Già, la terza divisione del calcio britannico. Incredibile ma vero. Decisivo il pari di ieri con l’Hull che ha condannato le Foxes al verdetto con due settimane d’anticipo. Un back to back letale. Una proprietà, quella attuale, contestatissima dall’inizio alla fine e che ha finito per scontare in maniera atroce le scorrettezze economiche di tre anni fa: sei punti di penalizzazione, che hanno paralizzato una squadra che da febbraio non s’è più ripresa e non ha fatto altro che scivolar progressivamente sempre più negli abissi, inesorabilmente. Ricostruita male, trainata peggio. Dall’addio di Vardy, s’è spento l’interruttore. Dalla retrocessione in Championship della passata stagione a quella di soli dodici mesi dopo, terribile, in League One: dalla cadetteria alla terza divisione, adesso oscurità.
Nella storia del calcio inglese, quantomeno a livello di ultimi decenni, un back to back così letale è successo a poche realtà: recentemente al Luton, nel decennio precedente a Sunderland e Wolves. Le ultime due oggi sono tornate in Premier, questo significa che c’è speranza di ricostruzione per tutti, se lungimiranti. Ma adesso è tempo di lacrime. Amare e oscure. Ma resta incredibilmente beffardo e romanticamente traumatico, tal destino, se paragonato ai giorni di gloria ed a tutte quelle scene vissute al King Power soltanto dieci anni fa esatti. Da Bocelli a Ranieri, da Vardy a Mahrez, la festa sul trono d’Inghilterra mai come in queste ore è lontanissimo ricordo.

