Tottenham e Conte, fine dell’agonia e separazione: squadra a Stellini e Mason
Sport
27 Marzo 2023
Tottenham e Conte, fine dell’agonia e separazione: squadra a Stellini e Mason

Fine dell’agonia tra Tottenham e Conte. Destino e storia scritta da tempo. Finale prevedibile: fino a qualche mese fa prevista per giugno, adesso ufficiale da ieri sera. La doppia eliminazione tra Champions League e Coppa d’Inghilterra, problemi di spogliatoio, rapporti complicati, l’esplosiva conferenza stampa dopo il 3-3 incassato a Southampton ad attaccare tutto e tutti, ambiente, calciatori e storia recente del club. E allora una settimana a trattare clausole, compensazione, accordi, burocrazia, contratti. Per farla finita. Buonuscita e separazione consensuale: troppa la fretta da ambo le parti di chiudere questo capitolo ormai logorato e logorante, addio definitivo e fine dell’agonia. Due parti stanche e stremate l’una dell’altra.

 

Conte chiude dunque un biennio effimero, per lui e per il club. Bravissimo lo scorso anno: entrato in corsa, qualche mese complicato, poi ricostruzione e marchio contiano, corsa e volata al quarto posto, superati i rivali dell’Arsenal al fotofinish, TOP4 e qualificazione Champions. Quest’anno però le dinamiche hanno narrato tutt’altra storia, nonostante investimenti e premesse estive. Buona la partenza, poi infortuni e problemi; la drammatica scomparsa del preparatore Ventrone ha macchiato ambiente e magia, la famiglia rimasta in Italia, la nostalgia del Bel Paese, l’operazione che l’ha tenuto lontano da Londra per quasi un mese, il ritorno, le sconfitte, il malcontento, le discussioni. Voleva vincere subito, evidentemente non aveva fatto conti con le altre corazzate dell’alta Premier che vantano disponibilità economica ancor più corposa degli stessi Spurs. E allora tutto il suo malessere, la scelta di continuare a lamentarsi in conferenza, continuava a chiedere tempo e pazienza senza firmare rinnovo: squadra e piazza hanno assorbito lentamente e preso strade differenti. Malgrado la mediazioni del direttore connazionale, Fabio Paratici (cui futuro tutto da scrivere, anche e soprattutto a livello di giustizia sportiva), Conte e presidente Levy hanno deciso di sfruttare la sosta per prendere strade differenti.

 

Antonio era già rientrato in Italia: dopo Southampton eclissato nella sua Torino, aspettando verdetto e lavoro di separazione affidato ai suoi avvocati. Torna dalla sua famiglia e ripartirà la prossima estate dal calcio italiano: già pronte le prime sirene, nerazzurre già chiacchierate. Il suo staff è clamorosamente invece tutto rimasto a Londra fino a fine stagione: Mason e Stellini saranno le due figure di riferimento della prima squadra, panchina ad interim affidata proprio all’ormai ex braccio destro italiano. La squadra continua comunque, quasi per miracolo, a nuotare attorno alle orbite quarto posto, ma Newcastle e soprattutto Liverpool, concorrenza agguerritissima, sono pronte a spingere fino alla fine e divorare gli Spurs.

 

Tottenham, in chiusura. Ambiente depresso. Stesso film ormai, da tre anni a questa parte. La scelta d’aver tradito la più grande storia d’amore, quella con Pochettino, leader che portò il club a straordinarie vette europee e britanniche, resta la scelta peggiore degli ultimi 20 anni di gestione ENIC, Levy e patron Lewis. Sembra passata una vita da quel Tottenham straordinario in grado di conquistare la finale di Champions, Madrid 2019. Da tre anni a questa parte un cane che si morde miserabilmente la coda. Prima Mourinho, a chiudere malissimo l’era Pochettino. La transizione Mason, il ricambio generazionale, l’avvento di Paratici, 70 giorni senza allenatore, la scelta di Nuno Espirito Santo bocciata dopo soli tre mesi, l’avvento di Conte, il rilancio, un quarto posto, ma ricostruzione effimera. Ancora una volta un altro addio, l’ennesimo, amarissimo. Grandi nomi, Mourinho e Conte, ma senza direzione. Adesso transizione fino a fine stagione. Poi futuro. Estate, altri cambiamenti. Tifosi depressi che sognano ritorno di Pochettino. Stavolta sarà difficile trattenere Kane, contratto in scadenza 2024. Sarà rivoluzione, ancora e ancora. Tre anni, un cane che si morde la coda. Nonostante il Tottenham Hotspur Stadium, struttura magnifica che avrebbe dovuto definitivamente cambiare storia recente e moderne ambizioni del club. Fin qui niente di tutto questo: tre anni da dimenticare.