Assenze pesantissime. Per una Roma che tra mille difficoltà continua a lottare ma continua, altresì, inesorabilmente a perdere pezzi. Espulso Celik, si fa male pure El Shaarawy: flessore, si teme stop di diverse settimane. E proprio il Faraone aveva portato avanti i giallorossi sfruttando un errore in impostazione dal basso del moderno Monza, prima che Caldirola rimettesse la gara in parità entro la fine della prima frazione. Senza Smalling, Matic e Dybala la Roma fatica, gli altri tutti con la lingua di fuori.
Il Monza gioca, la Roma riparte, prova a colpire, sfruttando la forza dei suoi calci piazzati. Ma il sorpasso non arriva: i giallorossi combattono, senza quel guizzo che sarebbe stato pesantissimo in ottica di classifica ed immediato futuro. Non arriva la deviazione giusta che avrebbe fatto esplodere il settore ospiti, pure oggi pienissimo di tifosi giallorossi accorsi in massa in Brianza. Scoppia di salute invece il Monza, ormai realtà. Progetto e gestione straordinari, nei prossimi anni l’Europa può diventar tutt’altro che utopia.
Al triplice fischio inizia però un’altra partita, quella di Mourinho. Che spara a zero contro il direttore di gara ed allude a comportamenti di dirigenti nei confronti della terna arbitrale. “Tecnicamente orribile – erutta Mourinho – dal punto di vista umano non è empatico, non crea rapporto con nessuno, dà un rosso a un giocatore che scivola perché è stanco. E’ una limitazione anche per la Roma come società che non ha la forza di dire che quest’arbitro non lo vogliamo. Giocare con il peggior arbitro che ho trovato in carriera è dura, e ne ho incontrati tanti scarsi”.


