S’è chiusa ieri sera come sempre ufficialmente alle ore 20 la sessione invernale del mercato di riparazione in entrata per i club italiani. Un mercato ancora e sempre tremendamente austero, fatto di opportunità, fatto di prestiti, fatto di occasioni. Solo tre colpi infatti sopra ai 10 milioni di spesa: Baldanzi alla Roma, Ngonge al Napoli e Santiago Castro al Bologna. Un mercato che ha visto Giuntoli consegnare il centrocampista a Max Allegri, Carlos Alcaraz. Inter giustamente intatta, Roma tra Angelino e proprio Baldanzi, Italiano accontentato con Belotti, Lazio immobile di nome e di fatto. Un Milan che poteva consegnare a Pioli un nuovo centrale vista emergenza e carestia difensiva, un Napoli che ha tentato mini rivoluzione in corsa complice grosse difficoltà. Un Verona che ha smantellato, un Frosinone che s’è rinforzato. E ieri ultime disperate manovre. Soprattutto quelle della Salernitana di Sabatini che in attesa di tesserare Jerome Boateng prende Pellegrino, Gomis e Vignato. Davanti la caccia estrema all’attaccante fino agli ultimissimi minuti: saltati Shomurodov e Defrel, alla fine arriva Weissman dal Granada. Salta pure il trasferimento di Stefano Sensi dall’Inter al Leicester quando ormai sembrava tutto: tra problemi burocratici, permesso di lavoro, nuove norme FFP tra Premier e Championship. Non solo Sensi: pochissimi colpi dell’ultimo minuto, tante trattative saltate. Come quella tra Perez e Napoli, laddove resta Ostigard. Saltato come noto Kean all’Atletico: l’azzurro resta alla Juve. Alla fine niente sogno Gudmundsson per la Fiorentina: era arrivata ad offrire 25 bonus inclusi, il Genoa ne voleva 30 e, soddisfatta dalla cessione di Dragusin ad inizio mercato, non aveva bisogno di vendere un altro pezzo grosso a metà campionato. Alla fine, quantomeno al momento, Muriel è rimasto a Bergamo. Ma il rinnovo resta lontano e l’asso colombiano, ormai appartenente al vecchio ciclo, potrebbe già lasciare in primavera direzione MLS.

