Viterbo – La guerra dei negozi: dietro i raid vandalici spunta l’ombra del controllo del territorio
Cronaca
30 Luglio 2026
Viterbo – La guerra dei negozi: dietro i raid vandalici spunta l’ombra del controllo del territorio

VITERBO – Due atti vandalici in pochi giorni, due attività commerciali prese di mira e una serie di coincidenze che gli investigatori stanno cercando di ricostruire. Il primo episodio ha colpito un negozio di kebab in fase di apertura nel quartiere San Faustino, il secondo un barber shop nei pressi di Corso Italia. A unire i due casi non ci sarebbero soltanto le modalità dell’azione, ma anche alcuni elementi che alimentano il sospetto di un possibile disegno intimidatorio.

In entrambe le circostanze le vetrine e le facciate dei locali sono state imbrattate con scritte in arabo, successivamente rimosse in tempi rapidi. Un dettaglio che, insieme alla vicinanza temporale dei due episodi, rende difficile liquidare quanto accaduto come una semplice bravata.

A rendere ancora più delicato il quadro sono le indiscrezioni secondo cui tra i presunti autori del raid contro il locale di San Faustino figurerebbe anche il figlio del titolare di un altro barber shop cittadino. Un particolare che, se confermato, potrebbe assumere un peso significativo nell’inchiesta e rafforzare l’ipotesi che dietro gli episodi ci sia un preciso messaggio rivolto a chi decide di aprire una nuova attività.

Negli ambienti investigativi prende così corpo la possibilità che dietro i danneggiamenti si nasconda un tentativo di esercitare un controllo sul commercio gestito da cittadini stranieri, soprattutto nel quartiere San Faustino, da tempo al centro dell’attenzione per episodi di degrado e tensione. Le verifiche sarebbero già state avviate dalla Squadra Mobile, anche se al momento non esistono conferme ufficiali.

L’ipotesi che circola non sarebbe quella del tradizionale racket finalizzato all’estorsione, ma di una forma di pressione volta a scoraggiare l’apertura di nuove attività e a imporre una sorta di predominio commerciale in alcune zone della città. Per il momento si tratta di una pista investigativa ancora tutta da verificare, ma la successione degli episodi e le analogie riscontrate impongono prudenza. Saranno gli accertamenti degli inquirenti a stabilire se si è trattato di due azioni scollegate oppure delle prime avvisaglie di un fenomeno ben più articolato.