ROMA – Ha dell’inverosimibile quanto accaduto a Roma. Popolo giallorosso che guadagna l’uscita con gli occhi sgranati. Sgomento. Pur per chi sa che la Roma regala questo, anche questo. Pur chi ne ha masticate di cotte e di crude.
Ma forse un epilogo così singolare non s’era mai vissuto, tanto meno nelle coppe europee. La Roma perde sì in casa col Lille dopo il successo di Nizza, per un passaggio a vuoto che non pregiudicherà affatto l’obiettivo Top8 in via definitiva, ma senz’altro le complica. Piuttosto, quel che passa a storia è folklore, diventa proprio come finita.
Haraldsson dopo 6 minuti, ok, ma la Roma quel passo da scalare lo compierebbe pure. Dopo 80 minuti. Finalmente rigore. E allora Dovbyk, ma sbaglia. Posizione portiere scorretta, da ripetere: stesso Dovbyk, stesso angolo, stesso errore. Clamoroso. Ma ancor più clamoroso è che l’urlo di gioia del Lille verrebbe strozzato per la terza volta. Si ripete. Stavolta non più l’ucraino, che torna chiaramente sul banco degli imputati: va Soulè, cambia angolo, ma non l’epilogo. Incredibile. Tre rigori su tre, tutti falliti. E allora muro Lille, che esce dalla Capitale con tre punti grossi grossi. Inattesi. Roma sciupona incredula.

