Forse gli istanti più belli della carriera di Flavio Cobolli. Oggi sì, in copertina del tennis azzurro torna soltanto lui, a colorare il panorama tennistico del sabato e dipingere le prime pagine della domenica mattina. Domani finalissima dell’ATP 500 di Monaco di Baviera. Sì, tutto vero. Ma è il come è arrivato in finale che sa di storia.
La vittoria più prestigiosa della sua carriera. Battuto il numero tre al mondo. Non proprio uno qualunque, soprattutto da queste parti. Battuto, anzi divorato, il favoritissimo Zverev. Campione in carica e tre volte titolato sul rosso baverese, una delle massime istituzioni del circuito. Tedesco annientato a casa sua, davanti alla sua gente.
Doppio 6-3 in poco più di un’ora di gioco. Partita straripante che sorprende tutti, Zverev in primis. Aggressivo, affamato, ambizioso e propositivo. Non sbaglia nulla. Dopo essersi costruito il primo set, gestisce alla perfezione il ritorno del tedesco nel secondo. Come? Mostrando ancor più aggressività. E c’è tanta freddezza e finalmente mentalità quando perde il servizio ma in maniera glaciale lo riconquista nel 5-2, per chiudere pratica e metter a referto un’altra finale 2026.
Dopo il trionfo in Messico, adesso la possibilità di portarsi a casa un altro 500. Lontano ricordo ormai quei 1000 a cavallo tra America e Montecarlo a più ombre che luci, pura transizione. Cobolli, comunque andrà domani, aggancerà la dodicesima posizione e siglerà il suo best ranking: straordinario. E la Top Ten dista ormai meno di 1000 punti.
Nel finale grande emozione: lacrime per la scomparsa del piccolo Mattia, cresciuto nello stesso circuito capitolino di Flavio, emozione che dimostra grandezza, dentro e fuori dal campo.


