MILANELLO – Atmosfera serena e distesa in casa Milan. Quello che Massimiliano Allegri sa far meglio: gestione eccellente, di chi la sa lunga, da tecnico dei più grandi palcoscenici. Dove quando c’è pressione e potenzialmente turbolenza, rasserena sempre ogni animo. Ed anche stavolta, la conferenza stampa alla vigilia di Verona, è andata verso questa direzione. Attraverso le sue parole, che cullano e rilanciano un equipaggio in pieno viaggio verso la destinazione da sempre prefissata quale qualificazione Champions, che sanno soprattutto di progetto sposato e nessuna esplosione. La notizia trapelata dalla sue parole, quella anzitutto in copertina, è che con ogni probabilità non sarà il prossimo commissario tecnico della nazionale. Perché stavolta non glissa e spegne ogni sensazione: “Sono stato 4 anni al Milan ed 8 anni alla Juventus. La mia storia da allenatore parla chiaramente. Tanti cambiamenti non sono mai stati nel mio DNA. Al Milan abbiamo una rosa di ottimi giocatori, qualcuno è straordinario. Una buona base, per rinforzarla dobbiamo arrivare in Champions”. Insomma, idee chiare se non chiarissime. Testa solo alla realtà, a quella che ha sempre voluto dipingere, quella qualificazione Champions per costruire il futuro, altrettanto sempre rossonero. In due mosse difesa del proprio operato, programmazione del futuro a tinte milaniste, perciò niente Nazionale. Che adesso, chiunque sarà il prossimo presidente federale, dovrà depennare un nome che in tanti additavano altissimo tra i papabili favoriti e candidati alla ricostruzione di Coverciano. Quindi testa al campo, al pane quotidiano, al Verona. Settimana tranquilla dopo il tris Udinese che ha fatto rumore, placare gli animi e tranquillizzare Milanello con mezza giornata di riposo in più per tutti. C’è tutto per riprendere comodamente quel cammino interrotto che come destinazione minima e naturale, sogni scudetti andati tra mille voli pindarici che ha sempre allontanato, si chiama piazzamento tra le prime quattro.

