MILANO – “Due ore che definirei straordinarie”. Così Giovanni Malagò ai margini della riunione fiume con i presidenti della Lega Serie A, in sede a Milano.
Ma la notizia, grossa e di giornata, è che malgrado tutto l’entusiasmo e la scintilla che si respira, l’ex presidente del Coni e della Federazione di Milano Cortina non ha ancora deciso se accettar la corte e avallar la propria candidatura a nuovo presidente federale FIGC.
Sente che il calcio italiano ha bisogno di lui e che i vertici della massima serie oggi non hanno perso occasione per ribadirglielo, ma ha bisogno di confrontarsi con tutte le componenti del sistema prima di lanciar ufficialmente la candidatura in vista delle elezioni federali in programma il prossimo 22 di giugno.
“Ho dimostrato qualcosa nella vita e nello sport, ma è chiaro che se l’Italia fosse ai Mondiali oggi non sarei qui. Il calcio italiano ha bisogno di mettere da parte i personalismi. Ho incontrato i presidenti di A, lo stesso farò con quello di B e di C e prima del weekend anche calciatori e allenatori che rappresentano categorie e professione. Devo confrontarmi con tutti, non so se porterò avanti la candidatura” – spiegherà in conferenza stampa ai media presenti sul posto a Milano.
Non è una chiusura, assolutamente, ma senz’altro una frenata. Deve riflettere. La responsabilità è di quelle grandi. C’è un movimento da rifondar completamente, non solo quello della Nazionale A di Coverciano. Nonostante il pieno supporto espresso e richiesto da tutti i presidenti della massima serie, che in 20 punti stamani gli hanno manifestato le loro idee prima di ascoltar le sue, ancora non siamo arrivati alla fumata bianca. Saranno giorni decisivi, probabilmente nel weekend la decisione definitiva.

