VERONA – C’è stato del bello, a tratti del bellissimo, a tratti dell’emozionante e del commosso nell’ultimo weekend di Serie A, specialmente a Torino con la commemorazione e tributo al compianto Alex Manninger. Ma s’è scritta evidentemente anche una pagina estremamente negativa, che lede l’immagine intera del movimento.
Immagine che arriva dritta da Verona. Al centro delle copertine c’è Gift Orban. Due anni fa tra i talenti più ammirati del calcio europeo, oggi destinato alla retrocessione con l’Hellas. In tanti si chiedono perché non sia tecnicamente scoppiato, nel tempo scopriamo perché. Ed anche da vicino. Che ci sia tensione all’interno del mondo scaligero è chiaro e manifesto, ma senz’altro esacerbarla con la violenza non è mai la soluzione giusta.
Ha oltrepassato il confine stavolta Gift, che uscendo ieri sera dal Bentegodi a bordo della sua auto dopo l’ennesima sconfitta stavolta col Milan ha scelto visibilmente contrariato di non fermarsi nemmeno per un autografo. Un tifoso, altrettanto adirato, sembrerebbe aver colpito la sua auto con una manata che i presenti sul posto definiscono piuttosto forte. Per tutta risposta l’attaccante scende ed in escandescenza si getta addosso al sostenitore: parte una ressa, deve intervenire chi di dovere. Piccoli tifosi bambini piuttosto spaventati piangono. Scena orripilante.
Che abbia un carattere esuberante e che spesso certe scelte extracampo gli abbiano ostacolato sviluppo tecnico e carriera ad alti livelli è ormai risaputo, ma questo significa evadere dall’aspetto prettamente calcistico ed oltrepassare i confini della violenza. “Hellas Verona FC in relazione ai fatti accaduti nel post partita Hellas Verona-Milan nel parcheggio adiacente allo stadio Bentegodi, che hanno visto coinvolti il giocatore Gift Orban e un gruppo di tifosi, prende le distanze e condanna con fermezza ogni comportamento violento. Il club si riserva, sin d’ora, ogni ulteriore valutazione in relazione ai fatti accaduti”


