NAPOLI – Doveva rientrare il caso Lukaku. Ed in un certo senso quantomeno il calciatore sarebbe pure rientrato. Sì, se non fosse stato soltanto per qualche ore. Poi è ripartito per il suo Belgio, il caso è rimasto irrisolto, la polveriera è diventata ormai guerra fredda e con ogni probabilità a fine stagione sarà separazione.
Riavvolgendo il nastro e ripartendo dalle dovute premesse, vi riportiamo a quanto ampiamente narrato e descritto nelle settimane di sosta di fine marzo. Lukaku aveva il nullaosta del Napoli per salire in Belgio per ricontrare la Federazione, la quale voleva evidentemente accertarsi che il recupero da quell’infortunio d’agosto che di fatto gli avrebbe macchiato un’intera stagione fosse sulla via del recupero. Così non è stato, perché la Federazione ha scovato problemi e suggerito un protocollo di recupero differente che Lukaku ha deciso di seguire, sfiduciando lo staff tecnico di quel Napoli che lo aspettava nel giro di poche ore salvo poi scoprire come l’ariete ormai di scorta di fatto non si sarebbe più presentato. E’ rimasto in Belgio, logorando rapporti con Conte, dirigenza e proprietà.
E’ rientrato, questa la notizia, soltanto ieri in mattinata. Un salto all’ombra, di fatto all’alba, per confrontarsi a Castel Volturno col solo DS Manna. Il tempo poi di prender al volo le ultime cose e tornare immediatamente in Belgio, dove prosegue il recupero esattamente come vuole la Federazione belga, per il ragazzo ormai s’è capito priorità assoluta in vista Mondiale.
Una toccata e fuga, nulla più di una semplice apparizione ieri mattina, evitando contatto con Conte, gruppo squadra o tantomeno proprietà. Adesso la polveriera s’è trasformata in una guerra fredda. Non siamo più nemmeno alla necessità di emissione azzurra di provvedimenti disciplinari: fuori rosa Lukaku ha scelto di rimanerci da solo. Con un epilogo a questo punto inevitabile: a fine stagione sarà separazione.

