Civitavecchia – Violenta rapina a Riva di Traiano: chiuse le indagini, in manette altri due complici
Cronaca
22 Aprile 2026
Civitavecchia – Violenta rapina a Riva di Traiano: chiuse le indagini, in manette altri due complici

CIVITAVECCHIA – Si chiude definitivamente il cerchio sulla brutale aggressione avvenuta lo scorso giugno nella zona portuale di Civitavecchia.

I Carabinieri della locale Compagnia hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di altre due persone, ritenute responsabili della violenta rapina e delle gravissime lesioni inflitte a due cittadini stranieri.

Gli arrestati, molto noti in città, identificati come M.M. e S.P., sono stati rintracciati dai militari e, dopo le formalità di rito, tradotti presso la casa circondariale di Civitavecchia – Aurelia, dove restano a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

La ricostruzione: un pomeriggio di terrore

I fatti risalgono al 21 giugno scorso, quando un commando composto da almeno tre persone fece irruzione in un’abitazione situata nella zona Riva di Traiano. Il movente, ricostruito dagli inquirenti nel corso dei mesi, sarebbe riconducibile a un presunto debito di droga.

L’assalto fu di una violenza inaudita. Le vittime, due cittadini marocchini, furono minacciate con armi da taglio e colpite ripetutamente per costringerle a consegnare denaro e oggetti di valore.

Uno dei due uomini, ferito a una gamba con una coltellata e nel disperato tentativo di sfuggire al pestaggio, si lanciò dal balcone dell’appartamento. La caduta gli procurò fratture multiple e gravi ferite che richiesero un delicato intervento chirurgico.

Il secondo inquilino riportò diverse contusioni a seguito dei colpi ricevuti durante il blitz.

La scia degli arresti: dal “palo” ai complici

L’indagine dei Carabinieri del Nucleo Operativo è stata serrata sin dalle prime ore successive al crimine.

Già nel giorno della rapina, i militari individuarono l’auto usata per la fuga. A bordo c’era l’autista del gruppo, trovato in possesso di parte della refurtiva (un televisore e un monopattino elettrico), oltre a passamontagna, coltelli e abiti ancora sporchi di sangue.

Grazie a testimonianze e analisi tecniche, il 16 luglio venne arrestato un 39enne civitavecchiese con precedenti, identificato come il secondo autore materiale dell’agguato.

Con l’arresto di M.M. e S.P., la Procura della Repubblica di Civitavecchia ritiene di aver assicurato alla giustizia l’intero gruppo criminale coinvolto nella vicenda.

Il materiale sequestrato durante le perquisizioni iniziali (calze da donna e passamontagna) aveva già confermato la premeditazione di un’azione che non mirava solo al recupero di un credito, ma a infliggere una punizione esemplare attraverso la violenza fisica.

Con l’ingresso in carcere degli ultimi due sospettati, si conclude la fase operativa di un’indagine che ha scosso la comunità locale per la ferocia delle modalità operative. I capi d’imputazione restano pesanti: rapina aggravata in concorso e lesioni personali gravissime e tentato omicidio. Le vittime, che nel frattempo hanno intrapreso il percorso di guarigione, restano sotto la protezione e il monitoraggio delle autorità competenti.