Propaganda neonazista in rete, perquisizione anche nella Tuscia nell’inchiesta coordinata da Milano
Cronaca
23 Aprile 2026
Propaganda neonazista in rete, perquisizione anche nella Tuscia nell’inchiesta coordinata da Milano
Arresti e perquisizioni in tutta Italia

Viterbo – C’è anche un giovane residente nella Tuscia tra le persone coinvolte nell’operazione coordinata dalla Digos di Milano che ha portato all’arresto domiciliare di un ragazzo di Pavia, ritenuto dagli investigatori promotore di un gruppo attivo nella diffusione di propaganda neonazista e antisemita attraverso piattaforme di messaggistica.

L’indagine, coordinata dalla sezione antiterrorismo della questura milanese con il supporto della Direzione centrale della polizia di prevenzione, ha riguardato una rete che, secondo quanto emerso dagli accertamenti, avrebbe utilizzato chat e canali digitali per diffondere contenuti di propaganda razzista, materiale antisemita e messaggi ispirati all’ideologia suprematista.

Nel corso dell’operazione sono state eseguite perquisizioni in numerose province italiane, tra cui anche quella di Viterbo. In città gli agenti della Digos hanno effettuato accertamenti nell’abitazione di un giovane ventenne. La sua posizione, secondo quanto trapelato, non risulterebbe tra quelle centrali nell’organizzazione, ma sarebbe legata alla partecipazione e alla condivisione di contenuti ritenuti riconducibili all’area dell’estrema destra radicale.

Durante la perquisizione sono stati sequestrati dispositivi informatici e altro materiale ritenuto utile alle indagini, ora al vaglio degli investigatori. Gli accertamenti si concentrano sull’analisi delle comunicazioni digitali e sulla ricostruzione dei rapporti tra i partecipanti ai gruppi monitorati, con l’obiettivo di individuare eventuali ulteriori responsabilità e verificare l’estensione della rete.

Secondo quanto riferito dagli investigatori, il gruppo sotto indagine avrebbe diffuso contenuti di propaganda razziale e messaggi di odio, con riferimenti anche a episodi di violenza di matrice suprematista avvenuti all’estero e alla negazione o minimizzazione della Shoah. L’attività investigativa sarebbe partita dal monitoraggio degli ambienti digitali riconducibili all’estremismo di destra, con particolare attenzione ai fenomeni di radicalizzazione online e alle dinamiche di coinvolgimento di giovani e giovanissimi.

Contestualmente all’arresto del giovane di Pavia sono stati eseguiti numerosi decreti di perquisizione in diverse regioni italiane, coinvolgendo anche alcuni minorenni residenti in varie province. Le indagini proseguono per ricostruire nel dettaglio la struttura del gruppo e verificare eventuali ulteriori sviluppi.