TRIGORIA (ROMA) – Se le fratture non si ricompongono, qualcuno deve cadere. In questo caso, in un contesto quasi surreale e che ha finito per attanagliare l’universo giallorosso molto più del mero campo, salta il Senior Advisor.
Sta finendo in queste ore, forse definitivamente, la storia professionale tra Claudio Ranieri e la Roma. Certamente non quella d’amore, mai per Sir Claudio, tantomeno per una piazza che mai cesserà di ringraziare tutte le volte in cui, nel momento di difficoltà, quel navigato tecnico testaccino era lì, pronto a dar una mano.
Dalle dichiarazioni mediaticamente forti e roboanti che prima del Pisa sancivano la spaccatura tra Ranieri (e forse anche Massara, il cui futuro resta tutto da scrivere) e Gasperini, alla fine saluta proprio quel dirigente che dopo tre mandati da tecnico aveva scelto di restar per costruir il futuro in una veste differente, dirigenziale, consulente romano della famiglia Friedkin.
Dalle critiche velate ai tuoni e bordate più forti del Gasp in un anno di conferenze stampa, siamo arrivati all’insanabile. Ranieri ha sbottato ed ha espresso, in maniera comunque elegante, il suo pensiero. Sarebbe dovuto esser quel vecchio amico a disposizione per qualsiasi questione, per Gasp; quelle erano le premesse e così nacque la nuova Roma estate scorsa; soltanto nove mesi dopo, invece, proprio Gasp gli risulterà fatale.
Oggi l’incontro fiume con la proprietà a Trigoria, il passo indietro lo fa lui: la Roma americana proseguirà con Gasperini, Sir Claudio saluta. Un incontro chiuso alle 18; all’interno del centro sportivo sono rimasti solo i rappresentanti legali, si va verso la separazione. Un peccato, enorme. Una storia che meritava finale differente. E chissà, se un anno fa avesse accettato quella corte da Coverciano che respinse per Roma e la Roma, come sarebbero andati i destini, azzurri e non. Un peccato enorme, comunque.

