BARCELLONA – Ci sono destini e fili conduttori universali che, quasi per magia, a volte legano i grandi campioni. In questo caso il legame a distanza abbraccia ed avvolge una sfera tutta particolare, quella che coinvolge Kevin De Bruyne e Lamine Yamal. Un campione generazionale del decennio precedente e forse la stella più luccicante appena nata ma destinata a dominare il decennio successivo.
Ma cos’è che lega queste due figure? Stavolta nulla di confortante. Già perché esattamente come KDB a fine ottobre con l’Inter, in un beffardo scherzo del destino a distanza anche Lamine è stato costretto a fermarsi dopo aver battuto e realizzato quel rigore decisivo con cui il Barcellona batterà il Celta Vigo per avvicinarsi sempre più ad una Liga per cui l’aritmetica è solo questione di settimane.
Sguardi attoniti, volti preoccupatissimi. Il calciatore chiede il cambio, uscirà in lacrime e nei giorni successivi si sarebbe sottoposto ai necessari esami strumentali che avrebbero rivelato la natura dell’infortunio. Poco fa il verdetto: proprio come KDB, lesione al bicipite femorale.
“Gli esami effettuati hanno confermato che il giocatore della prima squadra Lamine Yamal ha riportato una lesione al bicipite femorale della gamba sinistra – spiegherà la nota del club blaugrana, che precisa – Il giocatore seguirà un trattamento conservativo. Lamine Yamal salterà il resto della stagione, ma dovrebbe essere disponibile per i Mondiali”.
Una precisazione evidentemente forzata ma dovuta al resto della nazione, che calcisticamente non aspettava altro. Ci sono dunque speranze. Stesso infortunio, ma se KDB al tramonto della carriera ha impiegato oltre mesi per recuperare, vista la brillantezza atletica e la gioventù di Yamal in questo caso si punta ad accelerare i tempi.
La missione è semplice, chiara e concisa: recuperarlo per i Mondiali. C’è una Spagna che passa dai suoi piedi, dalla sua fantasia, dalle sue giocate. Dopo l’Europeo, le Furie Rosse sono pronte all’assalto Mondiale. E lui punta al primo fatidico Pallone d’Oro. Insomma, di carne al fuoco ce n’è troppa: tutta la Spagna passerà i prossimi mesi col fiato sospeso.

