VITERBO – Un’edizione 2026 largamente partecipata che ha visto, fin dalle prime ore della manifestazione inaugurata questa mattina alle 10 in piazza del Gesù dalle autorità locali, moltissimi visitatori. Sotto un cielo sereno, seppur spazzato da molto vento, l’amministrazione guarda avanti con un obiettivo chiaro: superare i 90mila ospiti registrati nell’edizione 2025. Un target importante, che il generale bel tempo potrebbe concretamente aiutare a raggiungere.
A fare gli onori di casa è stata la sindaca Chiara Frontini, che ha voluto sottolineare lo spirito di coesione dell’evento: “È questa un’edizione particolarmente riuscita, perché è quella della comunità”. Proprio durante il fatidico momento dell’inaugurazione, si è registrato un inaspettato e divertente siparietto: le forbici fornite alla prima cittadina non sono riuscite a tagliare la stoffa. Il fuoriprogramma ha subito innescato la sottile ironia dei presenti: “Il primo nastro che non riesce a tagliare, incredibile”, ha commentato una voce dal pubblico.
Il percorso floreale ha subito conquistato i visitatori grazie alle installazioni dell’architetto Christian Ciucciarelli. Le sue opere botaniche si sono rivelate preziose ed evocative, capaci di adattarsi perfettamente all’ambiente urbano circostante e di offrire a tutti gli effetti una visione onirica e sognante.
A stonare, purtroppo, sono due dettagli che sembrano ormai ripercuotersi invariati di edizione in edizione. Balza agli occhi la scarsa partecipazione dei residenti, con praticamente nessun fiore esposto alle finestre dei palazzi storici del quartiere. A questo si aggiungono intere zone del centro storico lasciate del tutto prive di decorazioni, come ad esempio via San Lorenzo. Una scelta che sarebbe dettata da rigide questioni di viabilità e sicurezza, ma che finisce purtroppo per allontanare la magia dell’evento dalla realtà immersiva e totalizzante delle primissime edizioni.
La manifestazione, tra colori e profumi, proseguirà ininterrottamente fino a domenica 3 maggio inclusa. Ad arricchire il programma ci penserà la storia: oggi pomeriggio, così come domani, alle ore 17 si terrà l’attesa rievocazione folkloristica dell’assassinio di Enrico “Arrigo” di Cornovaglia, oscuro fatto di sangue avvenuto proprio a Viterbo nel 1271.





























