Il primo weekend di maggio s’è già rivelato scottante in termini di verdetti ufficiali e matematici. Parliamo anche e soprattutto, in questo caso, dei massimi livelli. Dove a cavallo tra Serie A e Serie B abbiamo le prime retrocessioni così come le prime promozioni.
Partiamo dalla festa grande del Venezia a cui basta un punto alla penultima di B a La Spezia per far esplodere le celebrazioni per l’immediato ritorno in massima serie, soltanto un anno dopo. Decisiva la sconfitta del Monza a Mantova: basta il 2-2 al Picco per l’aritmetica dei lagunari. L’ennesimo capolavoro in cadetteria di uno specialista ormai della promozioni, Giovanni Stroppa, che festeggia insieme al blocco storico al termine di una cavalcata in cui da metà stagione la capolista non ha mai perso il primato: meritato ritorno nell’olimpo del calcio italiano per una realtà che, il prossimo anno, tenterà di centrerà finalmente la salvezza.
C’è dunque chi sale.. ma anche chi scende. Col successo del Lecce a Pisa, pesantissimo tra l’altro in chiave salvezza perché consente ai salentini di scappare a +4 sulla Cremonese nel rovente duello a distanza, diventano infatti matematiche le retrocessioni dell’Hellas Verona e, in un colpo solo, pure del Pisa stesso. Il cambio in panchina non ha portato i suoi frutti, in casa nerazzurra: Gila fece il massimo. Per il Verona invece stavolta niente da fare: dopo tanti anni di sofferenza stavolta nessun miracolo in extremis, stagione desolante e disastrosa, remi da tempo in barca e consapevolezza adesso pur aritmetica di dover ricostruire dalla Serie B.

