LECCE – Alla fine sono stati rispettati i pronostici. Non poteva forse esser altrimenti, per quanto un derby è sempre un derby. Siamo a maggio del 2026 e Civitavecchia è tornata a godersi sugli spalti del Pala-Insolera un derby di pallavolo valevole per playoff e quindi per salto di categoria. Tra CV Volley ed Asp, provenienti rispettivamente dal girone A e quello C di Serie C femminile, per le semifinali degli spareggi valevoli per il salto di categoria. L’esito finale della gara, quel 3-0 che non lascia scampo a repliche, spiega tanto di quel che è stato il corso delle squadre. Classe, serenità ed esperienza da una parte, come poteva suggerire la quarta partecipazione ai playoff; dall’altra tensione e proprio inesperienza, alla fine fattori decisivi quando nei momenti chiave d’ogni set la contesa è sfilata direzione rossonera.
Ora, sono diversi gli aspetti da sottolineare. Il primo è chiaramente puramente tecnico. Una è una realtà che da anni, istituzione in C, ambisce al salto di categoria. E proprio nella continuità del lavoro ha costruito i suoi successi. L’altra, proveniente da anni di gavetta, ha ricostruito eccome grazie all’enorme lavoro di Guidozzi, ma non è ancora pronta forse per determinati palcoscenici. Ma il tris incassato nella stracittadina non deve esser visto come un insuccesso, in casa ASP: questa una delle tesi che si vuole sostenere, perché la crescita e soltanto l’agguantare la possibilità di giocarsi queste sfide, oltre che punto di partenza per un futuro splendente deve esser considerato motivo d’assoluto orgoglio.
Dall’altra c’è la storia. Una storia che non narra, per quanto moltitudine di realtà cittadine, il concetto del derby all’ordine del giorno. E’ stato a tutti gli effetti un evento extra-ordinario, per la città, per lo sport cittadino. Per trovar precedenti, gli ultimi, dobbiamo affondar nel decennio precedente, nel maschile, nel 2013. Insomma. Non era previsto, è stato suggestivo, è stato bello. Soprattutto per traguardi come questi.


