Abbattute a fucilate 40 vacche nel parco dei Monti Lucretili: il caso arriva in Parlamento
Cronaca
21 Maggio 2026
Abbattute a fucilate 40 vacche nel parco dei Monti Lucretili: il caso arriva in Parlamento

RIETI – Quaranta vacche selvatiche in libertà, nel Parco dei Monti Lucretili, uccise a fucilate.

La vicenda è di questi giorni e l’abbattimento rientra nel piano di eradicazione delle popolazioni di bovidi ed equidi domestici.

I bovini, che da anni popolano l’area del parco, secondo le motivazioni alla base della fucilazione, sarebbero “diventati pericolosi.”

Tutto ha inizio nel luglio 2024, quando il commissario straordinario del Parco, Marco Piergotti, firma una convenzione con l’Università della Tuscia per redigere un piano di contenimento.

In quella circostanza il commissario dichiarò: “Dopo 30 anni di immobilismo andiamo avanti spediti” giustificando tale urgenza con la tutela della sicurezza stradale e i danni all’agricoltura.

Nel mese di giugno 2025 si passa dalle dichiarazioni ai fatti: al veterinario Alan Maximilian Risolo, esperto di telenarcosi ed ex presidente provinciale di Coldiretti Rieti, per una somma di 15mila euro si affida l’abbattimento degli animali, con tariffe che vanno da 600 euro per ogni esemplare ucciso a 200 euro per la semplice telenarcosi.

Obiettivo minimo da concludere: 50 vacche in un anno. Traguardo quasi raggiunto visto che la quota attuale è di 40 bestie.

Il pieno rientra in quello ben più ampio perseguito dalla Regione, che ha stanziato 600mila euro per il contenimento degli animali domestici rinselvatichiti.

Un provvedimento che ha scatenato non poche polemiche: lo scorso ottobre, in Parlamento, le deputate del Partito Democratico Eleonora Evi e Patrizia Prestipino hanno presentato un’interrogazione al Governo:

“La Regione Lazio vara un bando per uccidere animali che vivono tranquillamente nei loro habitat naturali. Non è solo un atto immorale, ma va contro la legge nazionale 157 del 1992 e contro l’articolo 9 della Costituzione”, avevano dichiarato le deputate in una nota congiunta.

Patrizia Prestipino è tornata poi sul caso: “Bisogna dire stop a questo far west ai danni degli animali. Non si possono risolvere tutte le azioni di contenimento sparando. Stiamo facendo di tutto per attivare un servizio di recupero della fauna a Roma, mentre la Regione fa il contrario e premia chi li uccide. Tutto questo è vergognoso”