Cerveteri – Sgominato gruppo criminale: 8 denunce per estorsione aggravata, sequestro di persona, violenza e spaccio di droga (FOTO)
Cronaca
6 Giugno 2026
Cerveteri – Sgominato gruppo criminale: 8 denunce per estorsione aggravata, sequestro di persona, violenza e spaccio di droga (FOTO)

CERVETERI – A conclusione di una complessa e articolata attività di indagine avviata nel luglio del 2025, i militari della Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Civitavecchia hanno denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria un totale di 8 soggetti (di cui sette cittadini italiani e un cittadino straniero).

 

I reati contestati a vario titolo ai membri del gruppo criminale attivo nel territorio di Cerveteri e nella frazione di Campo di Mare, includono detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso, sequestro di persona, estorsione aggravata e violenza privata. L’operazione ha permesso di disarticolare un sodalizio caratterizzato da un’eccezionale e spregiudicata pericolosità sociale, capace di imporsi sul territorio attraverso metodologie violente e intimidatorie, inclusi l’uso di armi da fuoco e minacce di efferata brutalità.

 

 

Il “Supermercato della droga” online e la gestione dal carcere

 

Le investigazioni hanno scoperchiato un sistema di narcotraffico radicato e tecnologicamente avanzato.

 

Il principale promotore delle attività illecite gestiva lo spaccio avvalendosi di note applicazioni di messaggistica crittografata (come Telegram e Signal), creando dei veri e propri canali dedicati alla compravendita di droga. L’indagine ha portato alla luce un elemento inquietante: l’indagato principale era in grado di gestire questi canali di traffico, organizzare le consegne, impartire ordini ai suoi collaboratori e reclutare nuovi corrieri perfino mentre si trovava ristretto in regime di detenzione in carcere, utilizzando un telefono cellulare introdotto illecitamente nella struttura penitenziaria.

 

Attraverso questi canali social, venivano gestiti innumerevoli clienti, con indicazioni precise su quantità, prezzi, metodologie e luoghi di consegna della cocaina, operando a tutti gli effetti come un “supermarket della droga online”.

 

Il sequestro, il debito e l’inizio dell’incubo

 

L’escalation criminale che ha portato alle odierne denunce trae origine dal sequestro di una partita di cocaina. L’organizzazione deteneva in concorso un quantitativo di circa 2 chili di cocaina destinati alla capillare vendita al dettaglio. A seguito di un mirato intervento dei Carabinieri, una parte di questo stupefacente (quasi 400 grammi) è stata rinvenuta e sequestrata all’interno dell’abitazione di uno dei soggetti incaricati di custodirla.

 

Questo sequestro ha generato un presunto “debito” di 19.500 euro, corrispondente al valore di mercato della droga persa. Da quel momento, i vertici del gruppo criminale hanno scatenato una brutale campagna estorsiva ai danni di una coppia del posto, incaricata originariamente dello stoccaggio e dello spaccio al dettaglio, ritenuta responsabile della perdita della sostanza.

 

 

Minacce di morte, percosse e “lavoro forzato”

 

La coppia di conviventi è finita in una vera e propria spirale di terrore. Per recuperare il denaro, gli indagati hanno posto in essere plurime condotte estorsive caratterizzate da violenze fisiche e psicologiche quotidiane. Le indagini hanno rivelato minacce raccapriccianti: il principale indagato, per forzare i pagamenti, è giunto a minacciare di sciogliere la figlia minore della coppia nell’acido e di perpetrare violenze sessuali ai danni della donna davanti agli occhi del compagno.

Non potendo saldare l’ingente somma in contanti, le vittime sono state costrette a lavorare per i loro aguzzini a condizioni vessatorie, venendo obbligate a spacciare nuove partite di cocaina applicando prezzi maggiorati senza trattenere alcun guadagno, nel disperato tentativo di abbattere il debito. In un episodio di gravissima sottomissione, la donna è stata persino costretta a fungere da corriere, dovendo guidare l’auto degli indagati fino a Campobasso per consegnare un cospicuo quantitativo di stupefacente a soggetti terzi, operazione interamente orchestrata dalla mente del gruppo criminale.

 

Sequestro di persona, armi e irruzioni domestiche

 

La ferocia degli indagati non si è limitata alle sole minacce verbali. L’indagine ha documentato una progressiva e pericolosissima escalation criminale posta in essere in particolare da due degli otto indagati per recuperare il denaro.

 

Tra i fatti più gravi ricostruiti dagli inquirenti figurano alcune azioni. Due degli indagati si sono introdotti prepotentemente nell’abitazione delle vittime. In questa circostanza, uno degli aggressori, mostrando un’arma da fuoco con fare minaccioso, ha terrorizzato la donna sola in casa costringendola a consegnare le chiavi della propria autovettura (una Fiat 600 bianca), della quale si sono immediatamente impossessati per allontanarsi. A riprova del clima di terrore imposto, alle prime luci dell’alba di un giorno di settembre 2025, il principale indagato è stato notato in strada, sotto casa delle vittime, mentre impugnava una pistola ridendo, subito dopo che erano stati esplosi dei colpi d’arma da fuoco che hanno mandato in frantumi il vetro di un’auto parcheggiata in sosta. Le indagini hanno inoltre accertato un grave episodio di sequestro di persona unito a violenza privata, utilizzato come ulteriore leva per terrorizzare chi non si piegava alle richieste estorsive per il mancato pagamento della droga.

 

 

Conclusioni e intervento dei Carabinieri

 

Il tempestivo e risolutivo intervento dei Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia, innescato dalla disperata richiesta di aiuto al 112 di una delle vittime, ormai temendo per la propria vita, ha permesso di interrompere la spirale di violenza. Le indagini hanno portato all’acquisizione di un quadro probatorio granitico, supportato dal sequestro di telefoni cellulari, dall’analisi forense delle chat intercorse, e da ricognizioni fotografiche che hanno permesso di delineare in modo incontrovertibile i ruoli dei singoli appartenenti al gruppo.

 

Si precisa che il procedimento penale versa nella fase delle indagini preliminari e che i soggetti deferiti devono ritenersi innocenti fino ad eventuale condanna definitiva.