ROMA – È morto a novant’anni Natalino Irti, tra i più autorevoli giuristi italiani del secondo Novecento ed uno dei massimi esponenti del diritto civile contemporaneo.
Dal 1977 è stato docente all’Università La Sapienza di Roma, dove ha insegnato istituzioni di diritto privato, diritto civile e teoria generale del diritto, contribuendo alla formazione di generazioni di magistrati, avvocati e accademici.
È stato anche presidente del Credito Italiano, vicepresidente dell’Enel, membro del consiglio d’amministrazione dell’Iri (Istituto per la ricostruzione industriale) e del Comitato per le privatizzazioni.
Tra i tanti messaggi di cordoglio del mondo istituzionale ed accademico non poteva mancare quello della prestigiosa università dove ha tanto a lungo insegnato.
“La Sapienza esprime il più profondo cordoglio per la scomparsa di Natalino Irti, professore emerito dell’Ateneo, Maestro del diritto civile e tra le figure più autorevoli della cultura giuridica italiana contemporaneaLa rettrice Antonella Polimeni, a nome personale e dell’intera Comunità Sapienza, esprime il più sentito cordoglio per la scomparsa di Natalino Irti. Con lui l’Università perde uno dei suoi più illustri Maestri, uno studioso che ha saputo interpretare con straordinaria lucidità le trasformazioni del diritto contemporaneo e che ha contribuito alla formazione di generazioni di giuriste e giuristi.
L’Università ne ricorda con gratitudine il magistero, l’eleganza del pensiero e dell’eloquio, il rigore metodologico, la generosità e il contributo straordinario offerto alla crescita della comunità accademica. La sua lezione continuerà a vivere nelle sue opere, nella scuola che ha contribuito a costruire e nella memoria di quanti hanno avuto il privilegio di apprendere dal suo insegnamento”

