BASSANO ROMANO – I militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale del Gruppo Carabinieri Forestale di Viterbo, in collaborazione con il Nucleo Carabinieri Forestale di Vejano, nell’ambito dei servizi finalizzati alla tutela del territorio e alla prevenzione degli illeciti ambientali, eseguiti con il supporto dell’ASL (Sezione Veterinaria) e di ARPALAZIO di Viterbo, hanno accertato l’abbandono incontrollato di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi per un quantitativo stimato di circa 455 mc su una superficie di circa 455 mq, in località “Fonte del Grillo”, in comune di Bassano Romano.
L’attività ha portato alla scoperta di un’area agricola in cui erano presenti rifiuti di diverse tipologie tra cui pneumatici fuori uso, materiale ferroso, legno, plastica, RAEE – Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche quali forni a microonde, scaldabagni, frigoriferi, altri rifiuti ingombranti, rifiuti da demolizione, imballaggi di lubrificanti e, in particolare, resti di copertura tipo ‘ondulina’ potenzialmente riconducibile a eternit (cemento in fibra di amianto). Nella stessa proprietà anche lo scarico diretto sul suolo di reflui industriali non autorizzato proveniente da una azienda zootecnica ad indirizzo ovino.
“I Carabinieri Forestali – si legge in una nota dei Carabinieri -, intervenendo prontamente, hanno attivato le indagini conclusesi con l’identificazione e la denuncia a piede libero all’Autorità Giudiziaria di Viterbo dell’autore dell’abbandono dei rifiuti pericolosi e dello scarico illecito. I reati contestati sono l’abbandono di rifiuti pericolosi (in violazione degli artt. 192, c. 1, e 255 ter, c. 1, del D.Lgs. 152/2006) e lo scarico di acque reflue industriali non autorizzato (in violazione dell’art. 137, c. 1, dello stesso D.Lgs.).
L’intera area, con tutti i rifiuti al suo interno, è stata posta sotto sequestro penale probatorio su disposizione della competente Autorità Giudiziaria.
Nel contempo, sono state avviate le procedure previste dalla normativa ambientale per la rimozione, all’avvio a recupero o allo smaltimento dei rifiuti e il ripristino dello stato dei luoghi a carico del responsabile, con le dovute comunicazioni alle Autorità competenti.
I Carabinieri Forestali sottolineano come l’abbandono e lo scarico illecito di acque reflue industriali rappresentino una palese violazione di legge e costituiscano una grave e inaccettabile minaccia per il nostro ecosistema e la salute pubblica. Queste condotte innescano un processo di degrado ambientale, con l’inquinamento diretto del suolo, del sottosuolo e, per percolazione, delle falde acquifere, compromettendo così la qualità delle risorse naturali.
Un grave e immediato pericolo per la salute è rappresentato dalla potenziale presenza di frammenti di amianto. Le fibre di amianto, specialmente quando liberate da materiali danneggiati (come l’eternit), sono notoriamente cancerogene. L’inalazione di queste microfibre può causare, anche a distanza di anni, patologie gravissime e incurabili come il mesotelioma, l’asbestosi e il carcinoma polmonare, costituendo un rischio altissimo per chiunque si trovi nelle vicinanze dell’area contaminata.
L’impatto si estende inoltre al decoro e alla bellezza del territorio, deturpando in modo significativo il paesaggio e incidendo negativamente sul senso di sicurezza e sulla qualità della vita della comunità.
Il presunto responsabile del reato, in caso di condanna rischia la pena della reclusione da uno a cinque anni ai sensi dell’art. 255 ter, c. 1, del D.Lgs. 152/2006 e la pena dell’arresto da due mesi a due anni o con l’ammenda da millecinquecento euro a diecimila euro ai sensi dell’art. 137, c. 1, dello stesso D.Lgs.
È obbligo rilevare che l’indagato, allo stato attuale, é solamente indiziato di reato e la sua posizione sarà definitivamente vagliata giudizialmente, e solo dopo l’emissione di una sentenza passata in giudicato, lo stesso sarà, eventualmente, riconosciuto colpevole, in maniera definitiva, del reato ascrittogli. Il tutto in ossequio al principio costituzionale di presunzione di innocenza”.

