Viterbo – La “Tiny Forest” di via Cava di Gorga è di nuovo un cimitero di alberi: fallisce per la seconda volta il progetto di riforestazione (FOTO)
Cronaca
24 Giugno 2026
Viterbo – La “Tiny Forest” di via Cava di Gorga è di nuovo un cimitero di alberi: fallisce per la seconda volta il progetto di riforestazione (FOTO)
Ancora una volta l'amministrazione ha lasciato morire un progetto che aveva il compito di prendersi cura dell'ambiente

VITERBO – Di quello che doveva essere un rigoglioso polmone verde, uno spazio di rigenerazione urbana e un rifugio per la biodiversità, oggi non resta che una landa desolata di sterpaglie e piantine ormai rase al suolo dal sole. In via Cava di Gorga, a Viterbo, il progetto della “Tiny Forest” segna il suo secondo, amaro fallimento. E le colpe, ancora una volta, puntano dritto alla totale mancanza di manutenzione.

Basta osservare il cartello installato a margine del lotto per misurare l’abisso tra la burocrazia delle buone intenzioni e la realtà dei fatti. Il pannello descrive con entusiasmo un “Programma sperimentale di interventi per l’adattamento ai cambiamenti climatici in ambito urbano”, finanziato dal Ministero dell’Ambiente. Si parla di un “piccolo bosco” ad altissima densità, capace di generare ombra, filtrare l’aria, assorbire la CO2 e creare un’area di socialità e didattica ambientale a portata di mano. Guardando oltre il cartello, tuttavia, lo scenario documentato dalle foto è impietoso: decine di tutori in bambù e protezioni cilindriche nere svettano su un campo di erbacce ingiallite. All’interno, gli alberelli sono completamente secchi, morti d’ete prima ancora di poter mettere radici.

Il “bis” dell’incuria: un film già visto

Ciò che rende la vicenda difficilmente digeribile per la cittadinanza è la sua recidività. Non si tratta infatti di un incidente di percorso isolato, ma di un copione che si ripete identico a se stesso. Le piante che oggi vediamo ridotte a bastoncini rinsecchiti erano già state completamente sostituite lo scorso novembre. Anche la prima fornitura di fusti, infatti, era stata lasciata morire per incuria e totale assenza di irrigazione nei mesi precedenti.

A distanza di neanche un anno, la storia si è riproposta in modo fotocopia. Secondo quanto denunciato dai residenti, la causa del disastro è da imputare alla mancata manutenzione degli impianti di irrigazione, unita a un disinteresse che sembra accomunare l’amministrazione comunale e le ditte incaricate della gestione del verde. In un periodo di forte stress idrico e temperature estive, le giovani messe a dimora sono state semplicemente abbandonate al proprio destino.

La delusione di residenti e volontari

Tra gli abitanti del quartiere e i volontari che avevano attivamente collaborato alla piantumazione e alla promozione dell’iniziativa, il dispiacere ha rapidamente lasciato il posto alla frustrazione. Quella che doveva essere un’aula a cielo aperto e un vanto per il quartiere si è trasformata nell’ennesimo monumento allo spreco di fondi pubblici e alla disorganizzazione.

Per molti cittadini, il deserto di via Cava di Gorga è la dimostrazione lampante di come Palazzo dei Priori fatichi a gestire la cura del verde urbano. Lanciare progetti di forestazione e intercettare fondi ministeriali per la transizione ecologica ha ben poco senso se a valle manca la capacità — o la volontà — di garantire un banale ciclo di annaffiature.

La palla passa ora all’amministrazione comunale: i cittadini chiedono di sapere non solo se e quando l’area verrà bonificata e ripristinata per la terza volta, ma soprattutto quali garanzie verranno messe in campo per evitare che la “Tiny Forest” di Viterbo continui a essere, di stagione in stagione, un cimitero di alberi annunciato.