Francamente l’Italia del nuoto e non solo, più in generale dello sport, s’era svegliata convintissima di andarsi a prendere la nona medaglia della propria kermesse transalpina. In Francia, in tarda mattinata, andavano in scena i 10000 metri in acque libere. Non proprio una distanza qualunque, tutt’altro che proibitiva, distanza dove generalmente negli ultimi anni e per tradizione portiamo Greg. E proprio da Paltrinieri sognavamo qualcosa di diverso: effettivamente sì, il nono gioiello francese.
Che non è arrivato. Nonostante la sua grandezza nella specialità, stavolta delude. Una vera e propria beffa per il tritone di Carpi: niente podio, niente medaglia, solo quarto posto. Alla fine ammetterà d’aver gestito male diverse situazioni, ammetterà soprattutto quanto e come poteva legger meglio gli ultimi giri, quando comunque chiude quarto precedendo il connazionale Marcello Guidi, che finirà quinto, ma non può esser abbastanza per l’acquolina, per le premesse e per le aspettative col quale al fianco di Greg aspettavano le 10000 nella Senna.
Una Senna che resta evidentemente maledizione. Stregata, ancora da abbattere. Un fiume le cui acque erano più pulite e la corrente scorreva più tenue rispetto a quel fatidico 2024, quando steccò malamente alle Olimpiadi. Adesso, come ammetterà ai microfoni dei media presenti sul posto, l’obiettivo si sposta automaticamente sui 5 km. Sempre in acque libere, sempre nel fiume che per storia e tradizione bagna e rende unica Parigi. Forse distanza più consona alle sue qualità. Forse. Ma la bellezza del nuoto e dello sport è proprio questa: ti presente subito la possibilità di rifarti e prenderti la rivincita che desideri.

