Cassino – Arrestato in flagranza di reato per violazione divieto di avvicinamento
Cronaca
11 Agosto 2026
Cassino – Arrestato in flagranza di reato per violazione divieto di avvicinamento

CASSINO – Nei giorni scorsi, a Cassino, i militari della Sezione Radiomobile del Nor hanno tratto in arresto in flagranza di reato un cittadino originario del Ghana, classe 1996, residente a Rocca d’Evandro (Caserta). L’intervento è scaturito a seguito di un allarme generato dalla Centrale Operativa dei Carabinieri di Frosinone.

Il sistema di controllo elettronico applicato all’uomo, gravato da una misura cautelare di divieto di avvicinamento alla persona offesa, ne ha segnalato la presenza a circa 230 metri dall’abitazione della vittima, situata a Cassino in via G. Leopardi. Individuato dai militari nei pressi di un esercizio commerciale della zona e invitato a esibire un documento di riconoscimento, l’uomo si è improvvisamente dato alla fuga a piedi.

Durante l’inseguimento, determinante è stato il supporto di due militari in abiti civili della Guardia di Finanza della Compagnia di Cassino, i quali, transitando sul posto e avendo assistito alle fasi concitate del controllo, hanno collaborato attivamente al blocco e al fermo del 30enne.

Dopo le formalità di rito, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria informata dei fatti, l’arrestato è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari. Successivamente, il Tribunale di Cassino, accogliendo le richieste della Procura della Repubblica di Cassino, ha convalidato l’arresto mettendo in libertà l’uomo, sul quale grava il provvedimento cautelare precedentemente emesso.

Questo intervento dimostra la massima attenzione dell’Arma verso la salvaguardia del tessuto economico e commerciale della Città Martire. L’obiettivo primario resta prevenire e contrastare i reati predatori, elemento cardine per la tenuta dell’ordine e della sicurezza pubblica. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari, durante le quali, come anche nelle successive fasi procedimentali/processuali, l’indagato potrà far valere le proprie difese ai sensi del c.p.p. e si presume non colpevole sino a condanna definitiva.