Aurora Montanaro ricorda i genitori uccisi in un incidente stradale: “Un dolore inimmaginabile. Aspetto ancora giustizia”
Cronaca, Società
12 Agosto 2026
Aurora Montanaro ricorda i genitori uccisi in un incidente stradale: “Un dolore inimmaginabile. Aspetto ancora giustizia”

Il terribile impatto il 9 agosto dello scorso anno, tra Centignano e Vasanello,  la ventiquattrenne si salvò per miracolo. “Ringrazio chi mi è stato vicino nella tragedia”

VASANELLO – Era il 9 agosto dello scorso anno quando Aurora Montanaro, consigliera comunale  di 24 anni ha perso entrambi i genitori ( e anche il cane) in un terribile incidente stradale.

Su quell’ auto c’era anche lei, doveva essere un pomeriggio spensierato, la famiglia era uscita a fare compere e Aurora adorava passare del tempo con i suoi, a cui era attaccata profondamente, con loro anche il fedele Chicco.

La vita che cambia in pochi istanti. L’utilitaria su cui viaggiava la famiglia Montanaro si  scontra con un’Audi con a bordo quattro ragazzi ventenni e stranieri, sulla strada che collega Centignano a Vasanello,  per i due coniugi di 56 anni Marcello Montanaro e Maria Vittoria Rita non c’è nulla da fare,  Aurora dopo giorni di coma riesce a sopravvivere, ma le ferite vere restano quelle dell’anima.

Questi giorni dopo un anno di sofferenze morali e fisiche ha voluto ricordare i due amati genitori e ringraziare quanti l’hanno sostenuta in un percorso di dolore inimmaginabile.

“Sono le 19:30 del 9 agosto 2026. Un anno esatto da quell’incidente che mi ha cambiato la vita.

Ci sono date che non si dimenticano, istanti che rimangono impressi nella mente con una lucidità feroce. Un prima e un dopo.
In un solo istante ho perso il mio punto di riferimento, il mio rifugio, la mia casa.

È stato un anno duro, intenso, un percorso introspettivo che mi ha fatto sperimentare il dolore, mi ha fatto toccare il punto più basso per poi rialzarmi pian piano.
Non se ne parla mai, ma ogni fase del lutto è significativa: dal non rendersi conto, alle prime consapevolezze, ai sensi di colpa per le prime risate.

Eppure, se oggi sono qui a scrivere queste parole, è perché tante persone hanno raccolto i pezzi della mia vita quando io non riuscivo nemmeno a respirare.
E oggi, a un anno esatto dalla morte dei miei genitori, desidero dire grazie.

Grazie a chi mi è rimasto accanto senza chiedermi di essere forte. A chi ha rispettato i miei silenzi, ha accolto le mie lacrime e mi ha aiutata a rialzarmi, un passo alla volta.
Grazie al personale medico che mi ha salvato la vita, ai dottori che si sono presi cura di me, agli psichiatri che mi hanno accompagnata nel percorso più difficile della mia esistenza, al neurologo Rizzo del Gemelli, che con competenza e umanità mi ha seguito in un momento tanto delicato.

Grazie ai miei avvocati, che continuano a camminare al mio fianco con dedizione.

Grazie ai miei colleghi di lavoro, che mi hanno sostenuta con discrezione e affetto, e un grazie speciale a Emanuele, per avermi fatto comprendere realmente la fortuna di essere viva.
Infine, ma non certo per importanza, desidero ringraziare Stefano Salta, Sovrintendente Capo della Polizia Stradale di Viterbo, per il meticoloso lavoro svolto nella ricostruzione della vicenda, per la straordinaria professionalità dimostrata e, soprattutto, per il sostegno umano e psicologico che mi ha offerto in uno dei momenti più bui della mia vita.

A mamma e papà prometto una sola cosa: continuerò a vivere anche per voi. Porterò il vostro amore dentro ogni mio passo, perché finché il mio cuore batterà, voi non smetterete mai di esistere.

Vi amerò per tutta la vita.

E anche oltre”.

Per quell’incidente ad essere inscritto nel registro degli indagati il 19enne che si trovava alla guida dell’auto e che continua tranquillamente la sua vita in paese, per lui, al momento la sospensione della patente per cinque anni.

“C’è rabbia e delusione nei confronti della giustizia italiana, un ragazzo che ha ucciso due persone va tranquillamente in giro come se niente fosse “. L’amara conclusione di Aurora.