Casinò online senza licenza, il Lazio tra le regioni con più ricerche: è primo per i siti stranieri
Cronaca
12 Agosto 2026
Casinò online senza licenza, il Lazio tra le regioni con più ricerche: è primo per i siti stranieri

ROMA – Il Lazio si distingue a livello nazionale per l’interesse verso le piattaforme di gioco online prive di concessione italiana. La regione, infatti, raggiunge il primo posto nella classifica delle ricerche Google relative ai “casinò stranieri”, secondo un’analisi realizzata da Casinos.com sui dati di Google Trends degli ultimi cinque anni.

 

L’indagine ha preso in esame quattro parole chiave: “casinò stranieri”, “Telegram casino”, “casinò non AAMS” e “trucchi slot”, individuando le regioni nelle quali il volume relativo delle ricerche risulta più elevato.

 

Il dato del Lazio

 

È proprio per la ricerca “casinò stranieri” che il Lazio registra il risultato più evidente, con un indice di 100. Seguono, con 50 punti, Calabria, Sicilia, Puglia e Campania.

 

Un primato che rende il Lazio l’unica regione del Centro-Nord a superare tutte le realtà del Mezzogiorno presenti nella specifica graduatoria.La regione si t

 

rova ai vertici anche per “Telegram casino”, dove raggiunge quota 100 insieme ad Abruzzo, Sicilia e Sardegna. Per “casinò non AAMS”, invece, il Lazio è ottavo con 80 punti, mentre per le ricerche “trucchi slot” occupa la quarta posizione con 60 punti.

 

Nel complesso, il Lazio è una delle cinque regioni italiane presenti in tutte e quattro le classifiche elaborate dall’analisi.

 

Il fenomeno delle piattaforme illegali

 

Dietro le ricerche online c’è un mercato che, secondo i dati riportati nello studio, avrebbe raggiunto dimensioni significative.

 

Il secondo report dell’Osservatorio sul Gioco Online Illegale di Data Room Nexus indica infatti che nei primi sei mesi del 2026 quasi mille siti illegali monitorati avrebbero totalizzato 37,2 milioni di accessi, riconducibili a circa 9,2 milioni di utenti italiani.

 

La raccolta stimata nel periodo sarebbe pari a circa 1,5 miliardi di euro, con una proiezione di circa 3 miliardi su base annua.

 

Uno degli strumenti utilizzati dagli operatori per mantenere il contatto con gli utenti sarebbe Telegram. Secondo il report, i canali collegati ai siti illegali possono raccogliere migliaia di iscritti e vengono impiegati anche per comunicare i nuovi indirizzi delle piattaforme dopo l’oscuramento dei domini.

 

Le differenze rispetto agli operatori autorizzati

 

Il problema, sottolineato nell’analisi, riguarda anche le tutele per gli utenti. I siti privi di concessione italiana non sarebbero infatti soggetti agli stessi obblighi previsti per gli operatori autorizzati.

 

Tra gli elementi evidenziati figurano l’assenza dei limiti di deposito, della verifica dell’età, dell’accesso al registro nazionale di autoesclusione e delle garanzie previste per il pagamento delle vincite.

 

“I dati sulle ricerche raccontano il lato meno visibile del fenomeno, quello della domanda”, spiega Daniele Alfieri, Responsabile Media & PR di Casinos.com.

 

Secondo Alfieri, conoscere i territori nei quali la domanda è maggiore può essere utile “a chi si occupa di prevenzione e di informazione”, soprattutto per far comprendere agli utenti la differenza tra un operatore autorizzato e una piattaforma che opera al di fuori delle regole italiane.

 

L’analisi si basa sui dati di Google Trends relativi agli ultimi cinque anni. I valori da 0 a 100 indicano l’interesse relativo registrato nelle diverse regioni e non rappresentano il numero assoluto di ricerche. I volumi mensili sono invece stime elaborate attraverso Ahrefs.