SALISBURGO (AUSTRIA) – Tra occhiali, eclissi, tramonti e giocate, il PSG è ancora supercampione d’Europa. Esattamente come lo scorso anno, quando dalle nostre parti in quel di Udine malgrado pochissimi giorni di preparazione riuscì a riacciuffare proprio all’ultimo respiro i sogni del Tottenham e laurersi supercampione d’Europa.
Una missione bissata esattamente dodici mesi dopo. Quando sempre sotto le Alpi, stavolta un pochino più su, in Austria in quel di Salisburgo annienta i sogni di un’altra nobile realtà britannica, l’Aston Villa dell’ex tecnico parigino Emery, che per larghi tratti ha sognato il colpo grosso.
PSG avanti con Kvara prima che rivelazione Madjo, un trattore di soli 17 anni, sfiori più volte il gol del pari prima di trovarlo in maniera sontuosa; ariete puro, futuro garantito, ha deciso di presentarsi così al grande calcio ed ha spiegato perché Emery gli ha subito consegnato vetrina e chance a questi livelli qui; ma nella ripresa Doué fa il Doué, il Var convalida ed il PSG vince 2-1 la finale di Supercoppa Europea con cui si apre ufficialmente la stagione Uefa.
Assegnato il primo trofeo continentale che ancora una volta si tinge di rossoblu, quello transalpino, quello parigino, quello Paris Saint Germain. Che quest’anno punterà alla terza Champions consecutiva. Festa grossa per Luis Henrique, come se nulla fosse scontato o garantito, proprio come i grandi vincenti che di vincere proprio non sanno stancarsi. A proposito di vincitori, sul mercato l’attesa è finita: arriva Ferran Torres, chi solo qualche settimana decideva un Mondiale d’America. Cinquanta milioni al Barcellona.

