MILANO – Un vero e proprio terremoto giudiziario si è abbattuto su Corepla, il consorzio nazionale per il recupero degli imballaggi in plastica. Nelle scorse ore, la Direzione Investigativa Antimafia di Milano, congiuntamente al Reparto Operativo dei Carabinieri per la Tutela Ambientale, ha eseguito un provvedimento di amministrazione giudiziaria disposto dal Tribunale meneghino su proposta della locale Direzione Distrettuale Antimafia. Si tratta di un evento che segna un clamoroso precedente giuridico: è infatti la primissima volta che la misura preventiva, prevista dall’articolo 34 del Codice Antimafia, viene applicata basandosi specificamente sui delitti contro l’ambiente, un’innovazione normativa resa possibile dalle modifiche introdotte dal decreto “Terra dei Fuochi”.
La misura, che avrà una durata iniziale stabilita in un anno, è scattata a causa di una presunta “agevolazione colposa” di cui avrebbe beneficiato una società consorziata. Quest’ultima è attualmente al centro di un delicato procedimento penale per presunti, e pesanti, illeciti legati alla filiera e alla gestione dei rifiuti plastici. Secondo il quadro accusatorio ricostruito con attenzione dagli investigatori, le falle nel sistema sarebbero da imputare anche a specifiche “condotte omissive” da parte dei vertici e dei responsabili del consorzio nazionale, i quali non avrebbero vigilato in maniera adeguata.
L’intervento odierno rappresenta il culmine di una lunga e complessa attività d’indagine condotta dai militari dell’Arma tra il 2023 e il 2025, sotto la stretta delega della Procura della Repubblica di Milano. A chiudere il cerchio sono stati i successivi e minuziosi accertamenti economico-patrimoniali portati avanti dalla Dia, i quali hanno permesso di confermare l’esistenza di “gravi criticità” operative e gestionali all’interno degli impianti della società finita sotto la lente d’ingrandimento. Un colpo durissimo per il settore del riciclo, che ora dovrà fare chiarezza e ripristinare la totale trasparenza sotto la guida diretta degli amministratori nominati dal Tribunale.

