Porto di Civitavecchia, diritti d’uso: la Cassazione chiude il contenzioso. Confermate le ragioni dell’Autorità Portuale
Cronaca, Società
16 Settembre 2026
Porto di Civitavecchia, diritti d’uso: la Cassazione chiude il contenzioso. Confermate le ragioni dell’Autorità Portuale

Latrofa: «Superata una lunga fase di incertezza per il bilancio dell’Ente. Una pronuncia di riferimento per tutta la portualità italiana»

CIVITAVECCHIA – Si chiude definitivamente, con la pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, il lungo contenzioso sulla rimodulazione dei diritti d’uso nel porto di Civitavecchia. La Suprema Corte ha respinto l’ultimo ricorso presentato da Roma Cruise Terminal (RCT), ponendo fine a una vicenda giudiziaria iniziata nel 2017.

La controversia trae origine dal decreto del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del 2017, inizialmente impugnato da CLIA, l’associazione internazionale delle compagnie crocieristiche. Dal 2018 gli armatori hanno iniziato a versare gli importi rimodulati con riserva di ripetizione, mantenendo la possibilità di richiederne la restituzione in caso di esito favorevole dei ricorsi.
Dopo due sentenze del TAR e altrettante del Consiglio di Stato, soltanto RCT aveva deciso di rivolgersi alla Cassazione, contestando il mancato esame, da parte dei giudici amministrativi, della questione relativa alla riserva di legge prevista dall’articolo 23 della Costituzione.
Le Sezioni Unite hanno escluso il denunciato eccesso di potere giurisdizionale, rilevando che il Consiglio di Stato si era pronunciato sulla questione, qualificando i diritti d’uso come corrispettivi per servizi di interesse generale, e non come tributi, e individuandone il fondamento normativo nell’articolo 6 della legge 84/1994.
La decisione pone fine anche all’incertezza che gravava sul bilancio dell’AdSP, legata all’eventuale restituzione delle somme incassate dal 2018.
Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Raffaele Latrofa, dichiara:
«La pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione rappresenta un passaggio di fondamentale importanza per il porto di Civitavecchia e per l’intero sistema portuale nazionale. Dopo due sentenze del TAR, altrettante del Consiglio di Stato e l’ultimo pronunciamento della Suprema Corte, si chiude definitivamente una lunga vicenda giudiziaria, con la riaffermazione delle ragioni dell’AdSP.
Dal 2018 abbiamo incassato le somme derivanti dalla rimodulazione dei diritti d’uso con riserva di ripetizione da parte degli armatori, una condizione che ha determinato per anni un elemento di incertezza per il bilancio dell’Ente.
Oggi questa incertezza viene superata e si consolida un importante riferimento giurisprudenziale per tutta la portualità italiana, riaffermando il principio secondo cui i costi dei servizi e della manutenzione delle infrastrutture comuni non possono gravare integralmente sui bilanci delle Autorità portuali».