Fuori “Oltre”, il nuovo libro di Totti: “A 48 anni ho rifiutato Genoa e Como”
Cultura e Spettacoli, Sport
22 Settembre 2026
Fuori “Oltre”, il nuovo libro di Totti: “A 48 anni ho rifiutato Genoa e Como”

ROMA – In un’anticipazione del Corriere della Sera, emergono alcuni clamorosi tratti salienti che già, nel giro di poche ore, fanno discutere. Destinato a vender copie su copie il nuovo libro autobiografico di Francesco Totti, redatto col giornalista Alessandro Alciato. L’autobiografia si chiama Oltre e descrive alcuni spunti particolarmente piccanti. Dal rapporto con Spalletti, dalle prime crepe al disgelo e segnali di puro affetto che invece si registrano ai giorni d’oggi, a chi a 48 anni gli aveva persino effettivamente proposto di tornare a giocar a calcio. Operazione marketing? Non solo, evidentemente Como e Genoa erano convinte. Lo volevano tra i ranghi, per piede e spessore. E l’ammissione che fa più scalpore è proprio questa, ma tornar a giocar a calcio con una maglia differente da quella della Roma sarebbe stato un tradimento, evidentemente, al suo cuore. E nelle anticipazioni, emergono proprio i tratti più significativi del testo: “Allenatore del Genoa era Alberto Gilardino, campione del mondo come me con l’Italia del 2006, mentre sulla panchina del Como c’era già Cesc Fabregas, uno dei grandi della storia del calcio. Gilardino aveva 42 anni, Fabregas 37, quindi avrei avuto rispettivamente 6 e 11 anni in più di chi era pagato per dirmi cosa fare. Non sono leggende metropolitane, è la pura verità. Incredibile, ma vera. Pazzesca. I primi a farsi avanti sono stati i dirigenti del Genoa, con cui ho parlato direttamente. Marassi mi piaceva, è un bello stadio, all’inglese, con gente di passione, che segue le partite attaccata al campo. Senti il fiato sul collo. E poi proprio contro il Genoa avevo giocato la mia ultima partita con la maglia della Roma, vedi il destino. Gilardino qualche WhatsApp me lo mandava: ‘Allora?’. La testa diceva che avrei potuto accettare, il cuore no, poi si ribaltavano i ruoli, i pensieri frenavano e il battito accelerava, fatto sta che alla fine la conclusione era sempre la stessa, una domanda che mi ponevo da solo: ma si può giocare in una squadra che non sia la Roma? Avevo 48 anni, ma l’età in qualche modo si supera, si diventa più lenti però il piede non invecchia, tutti concordi: quello non ha bisogno del botox. La Roma era il punto. Non il problema, non lo sarà mai. Un tradimento sportivo non ha età, che siano 18 o 48 anni”.