ROMA – Anche quest’anno, Laver Cup. E quest’anno, per l’edizione 2026, si torna in Inghilterra, si torna a Londra. Una kermesse folkloristica, affascinante ed a tutti gli effetti mediatica. Non si parla di nazioni, non si parla di Coppa Davis, ma da anni è considerata la seconda competizione in cui il tennis diventa un gioco di squadre, in questo tra continenti: Europa contro Resto del Mondo.
Una kermesse arrivata alla nona edizione. L’Europa conduce le danze di questa speciale classifica, di questo speciale albo d’oro: cinque a tre. Ma l’ultima edizione, tenutasi in America in quel di Francisco, se la sono portata a casa i tennisti provienienti dal resto del pianeta. Per questo, tocca adesso all’Europa riprendersi lo scettro.
La Laver Cup di quest’anno si terrà il prossimo weekend a Londra. Completate tutte le convocazioni. C’è il numero due così come il numero tre al mondo, per l’Europa: Zverev e Carlos Alcaraz, senza ancora quel Sinner che alle prese coi problemi al ginocchio continua a testarsi a Montecarlo ma senza garanzie sul ritorno in pista che ancora potrebbe essere a Shanghai.
Per questo, per l’Italia, va Flavio Cobolli. In questo momento l’atleta più in forma tra gli azzurri. Esattamente come lo scorso anno: prestigio, vetrina, lustro. Va il gioiello capitolino. Pronto a scrivere pagine importanti, del suo percorso e del suo palmares. Nei prossimi giorni sarà a Londra, pertanto l’occasione di riabbracciar da vicino come ai tempi di Wimbledon suo fratello sportivo, Edoardo Bove, calciatore ancor oggi in forza al Watford.

