Montalto di Castro – Rifiuti radioattivi, lo studio tecnico boccia i siti della Tuscia. Socciarelli: “Difenderemo il nostro territorio”
Cronaca
23 Settembre 2026
Montalto di Castro – Rifiuti radioattivi, lo studio tecnico boccia i siti della Tuscia. Socciarelli: “Difenderemo il nostro territorio”

MONTALTO DI CASTRO – Il fronte del “no” al Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi si arricchisce di nuove, pesanti evidenze scientifiche. Nel corso di un vertice tenutosi ieri pomeriggio tra i sindaci del Viterbese, sono stati presentati i risultati del minuzioso lavoro condotto dai tecnici incaricati dalla Provincia di Viterbo. Gli esperti erano stati chiamati a elaborare le osservazioni specifiche per ciascuno dei 21 siti individuati a livello ministeriale come potenzialmente idonei, la stragrande maggioranza dei quali ricade proprio nel perimetro di Montalto di Castro e nelle aree limitrofe.

A tracciare il bilancio dell’incontro è la sindaca di Montalto, Emanuela Socciarelli, che ribadisce la ferma opposizione delle istituzioni locali basandosi sui dati inoppugnabili emersi dal dossier. “Quello che emerge da questo lavoro – ha dichiarato la prima cittadina – è la conferma che le criticità della Tuscia non sono una posizione ideologica, ma elementi tecnici, geologici, idrogeologici, sismici e ambientali che devono essere attentamente valutati”.

Il documento tecnico entra nel dettaglio delle vulnerabilità strutturali del territorio, evidenziando ostacoli incompatibili con l’ipotesi di stoccaggio. Lo studio, spiega Socciarelli, mette in luce “la presenza di falde acquifere strategiche, risorse del sottosuolo, faglie attive, aree caratterizzate da sismicità e altre condizioni che, secondo le osservazioni elaborate dagli esperti, pongono seri problemi rispetto all’idoneità dei siti individuati”. Dati alla mano, la sindaca non risparmia una dura stoccata ai criteri di selezione utilizzati a livello centrale, definendo la perizia della Provincia “uno studio attento, dettagliato e approfondito, che lascia poco spazio all’improvvisazione con cui è stata elaborata la Carta Nazionale delle Aree Idonee”.

Una mobilitazione che passa attraverso un serrato lavoro di squadra tra istituzioni, comitati e cittadini. A tal proposito, la sindaca ha rivolto un ringraziamento formale ai professionisti coinvolti e all’amministrazione provinciale guidata da Alessandro Romoli, riconoscendogli il merito di aver “mantenuto alta l’attenzione” e di aver “portato avanti questa battaglia insieme ai Comuni, ai comitati, alle associazioni e a tutti coloro che hanno collaborato mettendo a disposizione competenze, conoscenze del territorio e impegno”.Ora che il territorio dispone di uno “strumento in più” capace di dare “struttura e concretezza alle osservazioni”, l’imperativo istituzionale resta quello di fare fronte comune senza passi indietro. “La posizione della Tuscia è chiara, nessuno dei 21 siti individuati può essere considerato idoneo senza tenere conto di tutte le criticità che questo studio ha messo in evidenza”, ha concluso Socciarelli, lanciando un appello all’unità territoriale: “La Tuscia ha il dovere di difendere il proprio territorio, le proprie risorse, le proprie attività agricole e produttive e soprattutto il patrimonio ambientale che appartiene a tutti noi”.