BURSA (TURCHIA) – Nel gelo così rovente di Bursa, si perdoni un ossimoro forse così mai gustoso in termini azzurri, l’Italia del Mancini bis riscatta la sconfitta di venerdì col Belgio e spedisce tutt’altro tipo di segnale al Bel Paese. Uno squillo di resurrezione, quasi, quello in Turchia. Ai confini europei, la svolta in Nations e forse, più in profondità, quella futura.
Perché stavolta abbiamo ammirato ed applaudito, favorevolmente colpiti, un’Italia completamente differente. Bella, frizzante, avvolgente e coinvolgente; tanta mole e splendide trame sulla trequarti, Turchia infilata ben 4 volte, 4-1 netto a Bursa che stappa pure la sosta per le nazionali azzurra.
Tre gol in mezzora. A stordire e stupire Bursa. Prima Bastoni, quindi Frattesi e motore Kayode, un treno lì a destra, a proposito di gradevoli sorprese. Il merito è del commissario tecnico, che stavolta nutre la sua idea di calcio con scelte giuste: se 433 dopo anni di 352, servono interpreti giusti. E così con scelte coraggiose, lasciando fuori gente come Barella e Kean, li pesca dal mazzo: è l’Italia dei fratelli Esposito, è l’Italia che palleggia con Fagioli, è l’Italia che colpisce in percussione con Frattesi.
Una notte che significa tanto, se non tantissimo. Se dispiace ascoltar la richiesta di dimissioni e quindi contestazione del popolo turco al buon Vincenzo Montella, non possiamo che ammirar sorpresi e colpiti un’Italia che stasera ha diramato segnali di luce e speranza dall’altra parte del Mediterraneo. Forse, se è questa, la direzione è quella giusta.
Nations tra l’altro rimessa in piedi. Una Nations stessa che adesso diventa tra l’altro interessante. Perché peraltro la Francia ha vinto in Belgio, ciò significa come gli azzurri abbiano già ri-appaiato i Red Devils. Adesso, nei prossimi 10 giorni, va solo proseguito il solco tracciato in Turchia.


